Stagione sfortunata per la Reggiana, la retrocessione dalla B a alla C è quasi realtà certa, solo un miracolo può scongiurarla. Ma la storia granata non finisce qui: è lunga (ricca di gioie e delusioni), affonda le sue radici nel primo ventennio del Novecento. E qui la ripercorriamo.
Sintetizzare i cento e passa anni di vita della Reggiana è compito affatto semplice, tanto densa di avvenimenti, personaggi, risultati, gioie e dolori è la sua storia. Oggi, per “SpazioReggio”, iniziamo questo vertiginoso viaggio che dalle origini ci porterà sino ai giorni nostri lungo vari capitoli che inevitabilmente non possono partire che dall’inizio, in quel 25 settembre del 1919, data indelebile nei cuori dei tifosi granata.
La ripresa della vita calcistica a Reggio Emilia
In Italia e a Reggio Emilia con le celebrazioni del 4 novembre 1918 tornava finalmente la pace e si ricominciava a parlare di football dopo quattro lunghi anni di guerra. Sul finire del 1918 a Reggio Emilia viene ricostituita l’Unione Sportiva Edera e “La Gazzetta dello Sport” nel numero del 27 dicembre si chiede se la vita sportiva a Reggio Emilia sia in ripresa, così come in tutte le altre città italiane, sottolineando come “la cittadinanza, la classe commerciale specialmente, gli enti cittadini dovranno non soltanto incoraggiare teoricamente, ma aiutare finanziariamente, come del resto avviene in quasi tutte le città e cittadine d’Italia, le iniziative sportive”.
Nel febbraio del 1919 iniziano gli allenamenti, sul campo delle Tagliate fuori Porta Santo Stefano, della squadra di football dell’U.S.Edera, allenamenti che vengono diretti da Severino Taddei.

Severino “Umberloun” Taddei
Taddei è un nome di un’importanza capitale nella storia del football della città, perché lui sarà “il papà” della Reggiana. Nato a Reggio Emilia nel 1897 “Umberloun” – così soprannominato per il fisico possente – si appassiona da subito al nuovo gioco che pratica sul campo della palestra Camparini – uno dei primi luoghi cittadini deputati al gioco del football – parte soldato a Torino e da qui si arruola e finisce con il combattere sul Carso durante la Prima guerra mondiale. Tornato a “Reggio a guerra terminata, Taddei ha voglia di riprendere il discorso calcistico interrotto e gioca alcune partite con la squadra di football dell’Edera sino all’estate del 1919 quando il 5 giugno fonda egli stesso un club, con tanto di sottoscrizione pubblica. Dalle colonne del “Il Giornale di Reggio” del 7 giugno leggiamo:
“Il 5 giugno 1919 per iniziativa del sig. Severino Taddei si fondò il Reggio F.B. And Kricket Club. (…) Il campo di gioco fu segnato sul prato del Mirabello alla distanza di circa 40 metri dalla V. Emilia”.

Nel frattempo, a luglio, viene anche ricostituita l’Audax Football Club con sede in via Emilia Santo Stefano 26 seppur sin da subito palesi grosse difficoltà finanziarie, tanto che la Presidenza sul finire di agosto lancia una pubblica petizione con tanto di apertura di un libretto bancario presso la Cassa di Risparmio ove far fluire le donazioni. Queste società per tutta l’estate del 1919 organizzano incontri e manifestazioni sportive, anche se la più attiva è senza dubbio l’Edera che in occasione dei festeggiamenti per la ricorrenza del XX settembre – che, ricordiamo – nell’Italia liberale era festa di precetto, assieme alle autorità militari e alle associazioni patriottiche, organizza una due giorni di eventi sportivi al Mirabello, con serata di gala prevista al teatro Municipale con la messa in scena dell’opera di Vincenzo Bellini “Norma”. Il 21 settembre il Reggio pareggia in amichevole con il Bologna allo Sterlino per 2 a 2 con doppietta di Cagnoli, ma ormai i giochi sono fatti e il calcio cittadino sta finalmente per riunirsi sotto un’unica bandiera.
La Reggiana, finalmente!
Il 25 settembre 1919 i soci del Reggio Foot-Ball Kricket Club, dell’Audax e della Juventus, come riporta il comunicato pubblicato nell’edizione del 30 settembre del “Il Giornale di Reggio”, “(…) desiderosi di combattere sui campi dello sport battaglie degne del bel nome sportivo della nostra città” si riuniscono e danno vita all’Associazione Reggiana Calcio. Appena tre giorni più tardi la squadra della Reggiana disputa la sua prima partita a Mantova: si gioca sotto una pioggia torrenziale e la vittoria arride al Mantova per 3-0. Così “Il Giornale di Reggio” spiega i motivi della sconfitta:
“(…) La vittoria dell’A.C.M. non può quindi stupire né demoralizzare, perché i nostri furono fortemente danneggiati dalla pioggia, dallo stato del campo e dalla mancanza per quasi tutto il secondo tempo del centro half Vacondio, contuso (…)”.

Il 3 ottobre nei locali del Caffè Falcelli in Piazza Grande durante l’assemblea straordinaria veniva ratificato lo statuto societario: finiva così quel lungo processo che, iniziato una decina di anni prima con i primi calci di alcuni ragazzini, aveva portato alla nascita della società che da quel momento avrebbe contraddistinto la città di Reggio Emilia nel calcio italiano.
(1 Continua)

Alessandro Bassi nasce a Reggio Emilia nel 1973.
Saggista, fa parte della Società Italiana di Storia dello Sport.
Nel 2014 ha aperto il blog di divulgazione storica “Storie di football perduto”:
www.storiedifootballperduto.blogspot.com
