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Il Graffio. La Reggio della folla per Kate e la Reggio deserta
La via Emilia sega in due il centro storico e ne traccia due profili da tempo ben distinti.
C’è una zona Sud, decisamente più accogliente e ricca di vita, quella della movida del venerdì e del sabato sera, con le sue piazze vissute e popolate di gente: Fontanesi, San Prospero o Prampolini (quest’ultima straripante di folla per accogliere la visita della Principessa Kate). E poi c’è la parte Nord che non è neppure una lontana parente di quella. Da via Crispi fino al teatro Valli, e poi giù all’Ariosto, una distesa di cemento dominata dal colore grigio di giorno e dal nero la notte, vista la stitichezza delle luminarie. Non un albero, non una distesa, bancarelle di un mercato scialbo e arraffazzonato su, qualche food truck posteggiato qua e là. Ricorda un grande spazio per le adunate (senza adunate), in stile piazza Bucuresti pro Ceausescu in epoca pre-caduta Muro di Berlino, a cui, per rendere meglio l’idea, mancano giusto giusto solo due carri armati parcheggiati sotto il Monumento dei Caduti. Un Checkpoint Charlie che la visita della Principessa non ha neppure sfiorato. Un luogo che non appartiene più ai reggiani, i quali non lo frequentano, se non di passaggio. Un luogo dove i residenti si lamentano per il degrado, dove gruppi di balordi bivaccano a lato dei teatri, dove si spaccia la droga dentro i Giardini pubblici e dove le bande dei giovani stranieri si danno appuntamento come su un campo di battaglia.
Se si vuole non vedere e nessuno di dovere dovesse porre un argine, resti allora la fiducia nella Provvidenza, oppure nel comando provinciale dei carabinieri, che, a quanto pare, avrà sede nel bel palazzo dell’ex Banca d’Italia.
(sr)