La città non si cura facendo sempre solo il giro del salotto buono
Ci risiamo. Arriva l’estate, arrivano i programmi, arrivano i titoli belli, arrivano le parole giuste: sport, cultura, legalità, inclusione, socialità, giovani, famiglie, centro storico. Tutto perfetto. Tutto confezionato. Tutto presentabile. Peccato che poi, quando si guarda la mappa vera della città, quella vissuta dai cittadini e non quella dei comunicati, ci si accorge sempre della stessa cosa: alcuni luoghi esistono, altri vengono trattati come se fossero quartieri di un’altra città. San Pietro e Santo Stefano non sono periferie mentali da ricordare solo quando fa comodo. Non sono appendici, non sono zone di passaggio, non sono il retrobottega del centro storico. Sono città. Sono Reggio Emilia. Sono strade, case, negozi, portici, famiglie, anziani, commercianti, residenti. Sono pezzi vivi di comunità che da anni chiedono attenzione vera, non carezze retoriche. E allora viene da sorridere amaramente quando si legge ancora una volta di iniziative nei soliti luoghi simbolici, nelle solite piazze, nei…
HIV, l’alone viola che sbiadisce. I numeri a Reggio e il silenzio che preoccupa gli esperti
Era il 1989. In bianco e nero, uno spot tv mostrava una catena di contagi silenziosi: attorno a ogni persona infettata compariva un alone viola. In sottofondo, sulle note ansiogene di “O Superman” della cantante Laurie Anderson, la voce dello spot recitava: «AIDS: se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide». Il messaggio della Fondazione Pubblicità Progresso era duro, e anche un po’ sbagliato: anziché fare chiarezza sulle modalità di trasmissione del virus, ha creato uno stigma che veniva visualmente esteso alle stesse persone contagiate. Quasi quarant’anni dopo, le campagne per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili sono diventate più silenziose. Peccato che l’HIV non sia scomparso, se non dalla percezione collettiva. I numeri di Reggio Emilia: un calo, ma con un’ombraNel 2024, nella provincia di Reggio Emilia, il numero delle nuove diagnosi di infezione si è confermato in lieve riduzione, con un’incidenza di 3,6 ogni 100.000…
(2) Un anarchico reggiano in Uruguay, la vita di Torquato Gobbi
(…) Arrestato nel capoluogo lombardo presso una tipografia clandestina, mentre stampava volantini pacifisti, fu condannato per disfattismo e sabotaggio a 10 anni di carcere, per poi essere liberato a seguito dell’amnistia del febbraio 1919. Esule fin dal 1923, a Nizza, a Parigi e a Bruxelles si ricongiunse agli amici, che in realtà considerava suoi maestri di pensiero, Luigi Fabbri e Camillo Berneri, con i quali, dopo aver aderito prima ai circoli parigini Gori e Pensiero e Volontà, diede vita ad alcuni giornali d’orientamento libertario. Rivide e frequentò l’anziano amico e pittore reggiano (novellarese) Felice Vezzani, da tutti considerato il punto di riferimento per tutti coloro che giungevano a Parigi. Gobbi rappresentava la parte autodidatta del movimento, quella formatasi nella lettura degli scritti di Malatesta, del quotidiano Umanità Nova e del mensile Il Pensiero di Fabbri. Incarnava il filone operaista, pragmatico e organizzatore del movimento libertario, in contrasto con quello individualista,…
Grande fratello tra via Emilia San Pietro e Santo Stefano: 28 telecamere
Sono 28 le nuove telecamere collegate al sistema di videosorveglianza cittadino che si sono appena accese lungo la via Emilia, nel tratto compreso da San Pietro a Santo Stefano, garantendo una copertura completa della via Emilia e degli accessi laterali, inclusa l’area tra via Roma e piazza Gioberti, per rafforzare il presidio in una delle principali arterie cittadine. Complessivamente negli ultimi due mesi l’amministrazione comunale ha completato l’installazione di oltre 60 nuovi occhi elettronici.Nei prossimi mesi è previsto un ulteriore intervento di potenziamento in piazza Martiri del 7 luglio, su richiesta di Questura e Prefettura, a conferma della stretta collaborazione istituzionale che guida le scelte in materia di sicurezza urbana integrata.
Ai Chiostri di San Pietro a caccia dei Fantasmi di Fotografia Europea
Che potrà mai fare un flâneur in un pomeriggio festivo? Si è infilato tra i fantasmi del quotidiano di Fotografia europea 2026, il Festival 2026 iniziato il 30 aprile scorso e che si concluderà domenica 14 giugno. Compilata la scheda del giornalista, si è inoltrato nelle antiche sale dei Chiostri di San Pietro, intorno alle 16.15. Pochi i visitatori, soprattutto giovani. Si incammina nel fascinante portico per raggiungere l’ingresso. Sale le scale, alcuni gradini lasciati sbrecciati, come a ricordare che il tempo consuma, e si trova nella sale del primo mostrante i fantasmi, “Bravo” di Felipe Romero Beltràn. Oltre le foto incorniciate che fissano personaggi e paesaggio della linea di confine Messico-Usa, la mostra propone tre video, forse un battesimo di ragazzi nel Rio Bravo, un pescatore che non piglia un pesce e un giovanotto che nuota al rallentatore in uno specchio d’acqua. Il flâneur procede. Mohamed Hassan con la…
Flop Arena, il Pd: presidente C.Volo dovrebbe andare in Commissione
Dopo la cancellazione dell’intero cartellone estivo 2026, prima i concerti di Kanye West e di Travis Scott, e poi anche degli spettacoli del mese di luglio, si è aperto il dibattito sul futuro della Rfc Arena: sui disagi causati a chi aveva già aderito agli spettacoli, sul danno di immagine arrecato alla struttura e alla città, sugli errori di programmazione e le possibili ricadute economiche. A rinfocolare la polemica, poi, è giunta la notizia che Andrea Cattini (Coopservice), presidente della società C.Volo, non si presenterà il prossimo venerdì in audizione in Commissione Consiliare. Sull’intera vicenda abbiamo chiesto un parere al segretario provinciale del Partito democratico, Massimo Gazza. Che cosa pensa di questa vicenda della Rcf Arena? Ci sono due profili: uno privato e l’altro pubblico. Rispetto al primo riteniamo che debbano essere tutelati al 100% i consumatori, chi ha acquistato i biglietti, speso i propri risparmi per venire a Reggio…
Flop Arena, Cisl: fare piena luce su errori commessi e responsabili
Dopo la fallimentare stagione 2026 dell’Arena del Campovolo, conclusasi ancora prima di iniziare con la cancellazione di tutto il cartellone, ora ci si interroga sul futuro della struttura da oltre 100mila posti che di fatto ne fa uno dei catini più grandi e anche più vuoti d’Europa.Abbiamo chiesto cosa ne pensi di questa vicenda, in cui tutta la città di Reggio è stata esposta a una brutta figura, a Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale. Che cosa pensa della vicenda della Rcf Arena? Penso che sia una ferita per Reggio Emilia. Non solo per l’annullamento degli eventi, ma per il modo in cui ci si è arrivati: con troppe zone d’ombra, troppe rassicurazioni generiche, la totale mancanza di coinvolgimento della città. Un giorno di febbraio ci hanno detto questo è l’evento, questi sono gli artisti, grazie e arrivederci. E dopo mesi di polemiche e inchieste, l’unica cosa chiara che…
42 anni fa moriva Berlinguer. Nel 1983 un milione sul prato del Campovolo
L’11 giugno 1984, alle 12.45, moriva a Padova Enrico Berlinguer. Aveva 62 anni. Era stato colpito da un’emorragia cerebrale quattro giorni prima, sul palco di un comizio in Piazza della Frutta, durante la campagna elettorale per le elezioni europee. La folla lo vide spegnersi mentre parlava: la sua voce era sempre più incerta, le gambe cedevano. I partecipanti, profondamente scioccati, lo invitavano a smettere: «Basta, Enrico». Lui finì il discorso. Poi entrò in coma e non si riprese più. Berlinguer era segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972. In quegli anni aveva portato il PCI a diventare il partito comunista più grande del mondo occidentale, con oltre un milione e settecentomila iscritti. È ricordato soprattutto per due cose: l’elaborazione dell’eurocomunismo – una via al socialismo distinta dal modello sovietico – e la cosiddetta “questione morale”, il discorso sulla corruzione della politica italiana che ancora oggi viene citato. Ai suoi funerali,…









Ragazzino di 11 anni muore travolto da un camion dei rifiuti sul lungo Crostolo
Un ragazzino di soli 11 anni è morto investito da un camion dei rifiuti tra via Zanichelli e viale Magenta, sul Lungocrostolo. L’undicenne era in sella alla sua bici e in compagnia di due amici, questi non coinvolti nell’incidente, quando è stato travolto dal mezzo. I soccorsi non hanno potuto fare nulla per salvare il ragazzino ferito che è arrivato in ospedale privo di vita. La polizia locale ha operato i rilievi dell’incidente.