Via Emilia San Pietro: sui marciapiedi le auto, bici e pedoni in strada
In via Emilia San Pietro il marciapiede per il parcheggio delle auto. Da anni, in via Emilia San Pietro, la carreggiata è stata ristretta, e questo è avvenuto a discapito di un genoroso e maggiorato marciapiede che scorre lungo tutto il fianco del porticato: cioè più o meno partendo dal Despar (dove si incrociano il Cardo e il Decumano nell’antica viabilità romana), sino alla Porta di entrata e uscita dall’esagono.Il grande marciapiedone farebbe pensare a un tentativo di una maggiore pedonalizzazione dell’area del centro storico: ai pedoni il transito sotto i portici, alle biciclette sulla nuova e ampia struttura ciclo-pedonale. Ma compiuta l’opera dev’essere sorto lo spinoso problema con cui non si erano fatti i conti: e adesso i residenti e chi lavora nella zona, dove parcheggia l’auto? Ed ecco che dalla mediazione tra l’idea immaginata e una realtà non ben calcolata si arriva al paradosso: sul marciapiede si parcheggiano…
Avviso ai naviganti: per sfrecciare in monopattino dal 16 servirà la targa
Dal 16 maggio scatta l’obbligo della targa per i monopattini elettrici. Tecnicamente però non è una vera e propria targa, ma un contrassegno identificativo adesivo plastificato non rimuovibile, collegato ai dati del proprietario. Serve a rendere il monopattino riconoscibile nel caso il conducente combini guai stradali.Il costo della “targa” – informa Assoutenti – è di 8,66 euro, “di cui 5,03 euro per il costo di produzione, 1,11 euro per l’IVA, 2,52 euro quale quota di maggiorazione destinata alle attività finanziate dall’art. 208, comma 2, Codice della strada (formazione, segnaletica, sicurezza stradale)”. Sul sito del Comune di Reggio Emilia sono dettate le principali regole da seguire per chi guida i monopattini elettrici. Queste regole non sembrano accompagnate dal controllo da parte della Polizia locale. L’introduzione della targa dovrebbe cambiare un po’ le cose.L’altra data da segnare è il 16 luglio del 2026. Da quel giorno, sarà anche in vigore l’obbligo dell’assicurazione…
Il graffio. Se questo è un uomo: il giovane nudo e la corona di fiori bruciata
Leggiamo che è stato rintracciato dai carabinieri e denunciato l’uomo di 48 anni che qualche giorno fa, nel cimitero di Castellarano, ha dato alle fiamme una corona d’alloro deposta in omaggio ai caduti nelle guerre. Un atto vandalico certamente deprecabile.Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, nonché sindaco del comune ceramico, Giorgio Zanni, con l’immancabile profusione di post e reel dapprima in un video si è mostrato mentre ripuliva il monumento, poi ha fatto appello a tutta la comunità democratica perché reagisse con sdegno e riprovazione e alle forze dell’ordine affinché fosse individuato e punito al più presto il responsabile del gesto. Una volta scoperto, ovvero poche ore dopo, il primo cittadino si è complimentato con i carabinieri e la polizia municipale (che per altro dal 2018 si chiama locale): “La nostra comunità ha dato una risposta grande, forte ed emozionata”. Caso chiuso, tra emoticon di cuoricini e mani che…
Primo maggio: se il lavoro per molti è un dovere e non più un diritto
Il Primo Maggio non dovrebbe essere soltanto una data rossa sul calendario, né una ricorrenza da attraversare con qualche frase di circostanza. Dovrebbe essere un esame di coscienza collettivo. Perché il lavoro, quando manca, quando è povero, quando è instabile, quando non consente a una persona di progettare la propria vita, non è più solo un problema economico: diventa una ferita sociale, morale, perfino familiare. Lo vediamo ogni giorno, nelle città e nei paesi: nei bar aperti all’alba, nelle botteghe che resistono, nei magazzini, nelle case dove lavorano badanti e colf, nei cantieri, negli uffici, sulle biciclette dei rider, nelle stanze dei giovani che mandano curriculum e ricevono silenzi. L’economia vera non sta solo nei grafici o negli indici di fiducia. Sta nelle mani delle persone. Sta nella schiena di chi torna a casa stanco. Sta nello sguardo di un imprenditore che paga stipendi, affitti, bollette, contributi, tasse, fornitori, e…
Il graffio. Palestina dal fiume al mare
Un paio di centinaia di giovani si sono radunati di fronte al municipio per solidarizzare coi marinai della flotilla 2 che avviandosi verso Israele sono stati fermati dalle autorità israeliane. L’iniziativa è ad un tempo, per loro stessa ammissione, umanitaria e politica. Una ragazza al microfono l’ha addirittura definita un pretesto. Un pretesto per sensibilizzare il mondo sulle azioni, da loro definite terroristiche, di Israele. Fin qui poche obiezioni. Ma sono andati oltre. Innanzitutto hanno scandito il famigerato slogan “Palestina dal fiume fino al mare”, che significa eliminazione di Israele che tra il Giordano e le acque del mare è collocata in mezzo. D’altronde una ragazza ha dichiarato che il problema non è Netanyahu, ma ottant’anni di presenza di Israele in Palestina. E poi la misura del terrorismo. Terrorista è solo Israele e i suoi alleati. Addirittura terrorista è il governo Meloni ma anche la Farmacia municipale di piazza Prampolini,…
Molti “Fantasmi” e poche anime per la prima di Fotografia Europea
Un venticello poco gradevole ci ha sospinti nella serata dell’inaugurazione di “Fantasmi quotidiani”, 21esima edizione di Fotografia europea 2026, organizzata dal Comune di Reggio Emilia, in alcuni luoghi espositivi: dai Chiostri di San Pietro a via Roma, Circuito off, e a piazza Prampolini che, alle 21.30, ha ospitato il DJ set live di Fedde Le Grand, dove in effetti c’era più gente ma non il pienone. L’orario del nostro pellegrinaggio non era certo cool, ma i fantasmi, oltre che esposti, ci è parso di intravederli per le vie del centro storico cittadino, riflessi nelle vetrine dei negozi chiusi. In piazza del Pôpol Giôst la musica, il gruppo afro Hakuna Matata. Il DJ set live di Fedde Le Grand a sud della via Emilia, Hakuna Matata in quella nord. Una fotografia della città.
La stazione Porta d’Oriente: “Viale IV Novembre Chinatown”
Dopo lo scioglimento del Comitato IV Novembre, martedì sono stati i cittadini di Rete Residenti Quartiere Stazione a incontrare i rappresentanti del Comune di Reggio Emilia per discutere delle problematiche che affliggono la zona ormai da tempo sotto i riflettori della cronaca per situazioni di degrado e criminalità. Al termine della riunione sono stati gli stessi residenti ad affidare le loro impressioni a un comunicato poi girato alla stampa. Ribaltando lo scritto e partendo dalla fine, il Comitato ha espresso “il disappunto dei cittadini per la mortificazione inflittagli dalla decisione della giunta di presentare la porta di accesso alla città come una via di China-Town”.Precisando che le “contestate luminarie con lanterne cinesi non verranno a loro dire (si intende il Comune) più rimosse. Questo causa proteste perché si sta mettendo in atto una discriminazione nei confronti dei residenti di origine Italiana”. Nel corso della riunione sono stati affrontati e ribaditi…
Quel che resta della Mucciatella, quando la Primula Nera era bagnino
Oggi la piscina della Mucciatella è una meta iconica per gli appassionati di Urbex (esplorazione urbana) e fotografia decadente. Uno scheletro di ferro e cemento spettrale che domina la valle dai colli di Puianello, sui quali mantiene intatta una vista mozzafiato. Resta la grande vasca della piscina, ormai invasa dalla vegetazione e dai detriti, da lungo tempo rifugio di curiosi esploratori di archeologia industriale e graffitari.E pensare che negli anni Settanta il complesso era un simbolo di modernità e prestigio per la provincia di Reggio Emilia. L’hotel era infatti dotato di una piscina coperta riscaldata, una rarità assoluta per l’epoca, che attirava la “Reggio bene”, sportivi e personaggi famosi.Era sede di ricevimenti, matrimoni eleganti e ritiri sportivi. Qualcuno disse che ospitò anche la nazionale di calcio russa. Il proprietario era Guido Bellini, ma a gestire operativamente la struttura c’erano i figli, tra cui il famigerato Paolo Bellini, poi tristemente noto…
Belle Époque. Splendida villa Gallinari, ma com’è triste il suo destino
Questa bellissima e prestigiosa villa in viale Montegrappa, una tra le più eleganti nel suo genere, era stata costruita negli anni trenta del Novecento, in piena epoca fascista, in uno stile che ricorda la Belle Époque.La dimora aristocratica sorge al civico 26 del viale alberato che cinge il centro storico. Fanno parte del complesso la casa del custode, la grande villa, e un giardino che oggi appare incolto e selvatico. A costruirla era stato un imprenditore facoltoso, Alfredo Gallinari, che assieme al fratello conduceva l’azienda vitivinicola “Fratelli Gallinari”. Alla morte di Alfredo Gallinari, avvenuta nel 1952, a 64 anni, la villa è ereditata dai figli Arnoldo, Paola e Alberto che la donarono a un ente religioso, che a sua volta la vendette all’industriale delle ceramiche Zannoni e ora di proprietà dei figli.









Monumento a Prampolini? Il sindaco non risponde
Almeno un sì o un no. Oppure un ci penseremo. Niente. Alla proposta di Ivanna Rossi e Mauro Del Bue di erigere nella piazza a lui intestata un monumento a Camillo Prampolini nessuna risposta è pervenuta dal Municipio. E son trascorsi quattro mesi. I due avevano anche ipotizzato un concorso di architetti per selezionare il progetto migliore e più adeguato ai nostri tempi. E avevano suggerito di trasferire la statua del Crostolo alla rinnovata Reggia di Rivalta, dove era ubicata originariamente. Una proposta organica e ben motivata per onorare al meglio il leader del socialismo riformista, cooperativo e cristiano che oggi dispone di un Busto al pari di quello di Cesare Campioli nel porticato del Comune. E con tutta la riconoscenza per Campioli, la differenza tra i due appare abissale. Niente, il sindaco a cui la lettera era stata indirizzata, non ha risposto. Il bel tacer non fu mai scritto?