Lucia Sarzi: la resistenza, i Cervi e il teatro. Da donna nomade a mito
Chi è davvero la primogenita di Francesco Sarzi e Linda Bozzi, Lucia Evelina Ofelia, con i suoi tre nomi che la collocano già nella grande famiglia del teatro? Che era nata l’8 novembre 1920 ad Acquanegra sul Chiese, nelle terre umide fra Mantova e Cremona, durante il giro di spettacoli che la compagnia minima della sua famiglia andava conducendo e che, trasfigurata in leggenda da viva, sarebbe entrata poi nell’immaginario popolare insieme ai fratelli Cervi? Il suo è un destino preannunciato. Sarà nomade. Capace di uscire dal tetto. Terrà le parole in altissimo conto. Vivrà con poco. Non avrà timore dei colpi di scena.Dopo avere dedicato diversi anni a tentare di ricostruire la sua biografia, mi sono risolta a intitolare il mio lavoro Storia delle storie di Lucia Sarzi. Tanto lei e la sua famiglia di attori girovaghi sfuggono agli strumenti ordinari della ricerca storica: pochissimi documenti, tracce leggere, racconti…
Un volto reggiano in tv su Rai 1 al quiz show l’Eredità
Enrico Zucchetti, volto conosciuto in città, già general manager di Rimini Social Club, rete di imprese appartenenti al mondo della ristorazione e del life style riminese, e poi per un periodo gestore della Polveriera Chiacchiere e Cucina, un tempo spazio ristorante all’ex Polveriera, è apparso l’altra sera in tv su Rai 1 nelle vesti di concorrente di un quiz show.Il reggiano ha partecipato all’Eredità, uno dei game più longevi della televisione italiana (24 stagioni), quello, per intenderci, del gioco “1, 2, 3…”, dove il concorrente, partendo da tre indizi, dovrà indovinare l’oggetto o l’argomento misterioso per continuare la sua avventura fino a conquistare l’accesso alla Ghigliottina. Qui l’aspirante campione di puntata ha l’occasione di aggiudicarsi il montepremi accumulato nella serata.Pare che Enrico Zucchetti, alla fine, non abbia superato la Ghigliottina, ricevendo però i complimenti per la sua prestazione anche sui social: “E’ stato un concorrente straordinario”.
C’era due volte il barone Franchetti: temerario esploratore e agente segreto
La famiglia dei baroni Franchetti era una stirpe di energici commercianti, imprenditori, possidenti, che avevano creato una delle fortune economiche più vaste d’Europa.Raimondo Franchetti senior, conosciuto all’epoca come l’uomo più ricco d’Italia, possedeva in tutta l’Italia settentrionale immense proprietà agricole, allevamenti e attività industriali. Seguiva quella visione filantropica ed illuminata che caratterizzò molti esponenti dell’imprenditorialità italiana di fine secolo. Energico, attivissimo, volitivo, costruì o riattò residenze in ognuno dei tanti luoghi in cui aveva attività ed interessi. A Reggio Emilia aveva costruito il palazzo in via Emilia Santo Stefano, attualmente sede della Scuola Media “Alessandro Manzoni”, ed aveva acquistato tutta la collina del Cavazzone, erigendovi la ben nota villa ed azienda agricola. Dal matrimonio con l’austriaca Luisa Rothschild, della famiglia dei finanzieri più potenti d’Europa, ebbe un figlio, Giorgio, proprietario e restauratore della Ca’d’Oro, che ancora vede raccolta a Venezia la sua collezione di eccezionali opere d’arte. L’altro figlio, Alberto,…
Oltre 600 anni fa il Boiardo: dall’Orlando innamorato alla politica
Il 19 dicembre del 1494 moriva a Reggio Emilia Matteo Maria Boiardo (nato a Scandiano tra maggio e giugno del 1441), uno dei massimi poeti e letterati italiani del XV secolo.Appartenente alla famiglia dei conti di Scandiano, legati al ducato di Ferrara, il giovane mostrò fin da piccolo spiccate capacità di apprendimento e interesse per la letteratura e la poesia. Nato nel 1441, si trasferì con la famiglia a Ferrara in via del Turco, dove fu accolto ed educato alla corte di Ercole I. Il ricco ambiente culturale estense, dominato dalla lezione umanistica di Guarino, lo avvicinò alla cultura classica, tanto da portarlo a tradurre opere latine e greche, oltre a comporre testi poetici in latino e in volgare. Rimasto orfano del padre a dieci anni, tornò con la madre a Scandiano presso il nonno Feltrino Boiardo. Dal 1460, causa la morte del nonno, dovette dedicarsi all’amministrazione del feudo di…
Circuito Off. Fantasmi tra i ballatoi sospesi in via Due Gobbi
“Fantasmi del quotidiano” è il tema ispiratore della ventesima edizione di Fotografia Europea, che chiuderà l’8 giugno prossimo. Al suo interno i progetti del Circuito Off, la sezione libera e indipendente del festival, ospitati in diversi luoghi della città e della provincia. Uno dei più suggestivi è una vecchia casa di via Due Gobbi, che ha aperto le porte all’“Ateliers ViadueGobbitre”. Il civico 3, con i suoi ballatoi che si affacciano sul cortile interno, con le sue scale che si inerpicano, come disegnate da uno pseudo Escher, nel ventre di questa vecchia casa del centro storico di Reggio Emilia, proietta il visitatore attraverso una porta temporale in un altro secolo, l’Ottocento? i primi decenni del Novecento? A voi, naviganti, il responso. E noi, impavidi, ci siamo entrati.
Meuccio Ruini, un padre costituente cancellato dalla storia di Reggio
Nel 2027 ricorrerà il 150° anniversario della nascita di Meuccio Ruini, uomo politico, tecnico della pubblica amministrazione e scrittore di storia, tanto attivo nella politica nazionale e fecondo nella produzione saggistica, quanto poco noto al grande pubblico.L’attualità della sua figura non è data solo dal prossimo anniversario, ma anche dal dibattito che negli scorsi mesi ha coinvolto la politica e l’opinione pubblica in merito al referendum confermativo della riforma costituzionale inerente gli organi di governo e di controllo della magistratura e la separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti. Da qui l’interesse per uno dei maggiori padri costituenti dell’Italia, originario della nostra città. Meuccio Ruini nasce infatti a Reggio Emilia il 14 dicembre 1877 da Antonio, maestro elementare ex garibaldino, e da Anna Buccella. Suo nome di battesimo era Bartolomeo, ma usò sempre il diminutivo Meuccio, che gli sarà riconosciuto legalmente nel 1946.Dopo gli studi classici a Reggio Emilia,…
La nutria Osvaldo di Sabia al Salone del libro di Torino
Uno scrittore reggiano al Salone Internazionale del Libro di Torino, che si svolge fino al 18 maggio prossimo negli ampi locale del Lingotto.Si tratta del giornalista reggiano Mario Sabia, giornalista professionista in pensione ed ex caposervizio della Gazzetta di Reggio, che si è avvalso per la grafica del vignettista reggiano Gigi Cavalli Cocchi, ex collaboratore della stessa Gazzetta e attuale batterista del cantante correggese Ligabue.In questi primi giorni di esposizione, alla quale hanno partecipato oltre 50mila visitatori al giorno, c’è stato un grande interesse soprattutto per i libri per bambini.Del resto il tema della rassegna era: “Il mondo salvato dai ragazzini”, ispirato all’opera di Elsa Morante, con un focus sull’energia e la creatività delle nuove generazioni.Ebbene a questa manifestazione è stato accettato anche il libro intitolato Favolanti, scritto da Mario Sabia, con i disegni del vignettista Gigi Cavalli Cocchi. Il libro di favole è stato attentamente visionato da una commissione…
Kanye West sì… Kanye West no… Rcf Arena: il live del rapper si farà
Il concerto di Ye del prossimo 18 luglio alla RCF Arena Campovolo di Reggio Emilia è stato in queste ore ufficialmente confermato dagli organizzatori. Ne ha dato notizia la stessa arena in una nota che ha definito l’evento di “uno show immersivo senza precedenti”.Per gli organizzatori, concerto porterà “Reggio Emilia e tutta l’Italia al centro della scena dei grandi eventi musicali mondiali”.Kanye West vincitore di numerosi Grammy Awards, autore di album considerati fondamentali come The College Dropout, Graduation, 808s & Heartbreak e My Beautiful Dark Twisted Fantasy, il rapper e produttore americano continua a essere una figura capace di polarizzare il dibattito pubblico.Negli ultimi anni, però, dopo il trapper nero ha espresso più volte simpatie naziste, la sua attività artistica è stata spesso accompagnata da polemiche Proprio nelle ultime settimane il suo nome è tornato al centro dell’attenzione internazionale dopo la revoca del permesso d’ingresso nel Regno Unito in vista…
Asili. Reggio dovrebbe dire grazie al sgnòur Gigi, ma nessuno lo ricorda più
Nei giorni della venuta a Reggio Emilia della principessa Kate Middleton si è voluto ricordare la nascita del modello reggiano di educazione, ma compiendo un grave errore o meglio un’assurda dimenticanza. Occorre infatti ricordare che se Reggio ha assunto nel secondo dopoguerra una funzione di rilievo internazionale nel settore dei servizi all’infanzia per i bambini, questo, oltre alla raffinata intelligenza di Loris Malaguzzi e alle amministrazioni comunali del tempo che vi hanno investito risorse, si deve alla semina di uomini come Luigi Roversi (Reggio Emilia, 1858-1917), sindaco socialista dal 1901 al 1905 e poi dal 1907 alla morte avvenuta nel 1917, e Giuseppe Soglia, direttore didattico delle scuole elementari, allora di competenza comunale, venuto dalla Romagna. Il modello, per attecchire, aveva bisogno di un terreno propizio e questo è stato creato, quasi mai lo si ricorda, dalle amministrazioni socialiste d’inizio Novecento, con la fondazione e diffusione del sistema non solo…









Otello, il comunista scomodo che col ‘Chi sa parli’ sfidò il silenzio
Cento anni fa nasceva a Reggio Emilia Otello Montanari, figura storica della vita pubblica reggiana, comunista scomodo che sfidò il silenzio sugli omicidi commessi da alcuni ex partigiani. Otello, noto in tutto il mondo come l’uomo del ‘Chi sa parli’, a tal punto da finire con tanto di foto sulle Parole Crociate, nacque infatti il 10 maggio del 1926 a Reggio Emilia. Studente di ragioneria e alunno della professoressa Nilde Iotti (poi compagna del Migliore, Palmiro Togliatti, e storica presidente della Camera dei deputati), forse anche per quell’influenza si iscrisse molto giovane al Pci. Il ragazzo Montanari prese parte alla guerra di Liberazione, fu partigiano e militò nelle fila delle Gap (Gruppi d’azione patriottica), rimanendo ferito in azione in modo grave, durante un conflitto a fuoco con i fascisti sulla via Emilia, alle porte di Reggio. I proiettili che gli si conficcarono nelle gambe, lo resero claudicante per tutto il…
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