SpazioReggio

In questi giorni ricorre la legalizzazione delle cosiddette radio libere in Italia. Era luglio del 1976 e il cambio fu innanzitutto semantico. Prima radio pirata, poi radio libere quindi radio private. Cambiava poco per noi “cinni” che cercavamo frequenze e soprattutto musica che non fosse quella propinata dalla radio di stato. Non ho ricordi e date così certe, ma Reggio si dimostrò pronta da subito. L’amico e collega Mirko Colombo fu tra i fondatori di Radio Novellara. Poi ognuno giocò la sua partita. Reggio rispose con Radio Reggio, Radio Venere, Radio Erre, Laradio, Radio Monte Croci Tre. Radio Tupac. Parto proprio da Radio Tupac perché dentro ci stanno tante storie. Diciamo che eravamo attorno al 79. Un gruppetto di “cinni” che ascoltava radio in maniera seriale, si presenta agli studi (?) di Viale Ramazzini. Dopo un interrogatorio in stile Germania Est ci fanno entrare. Ci sediamo e ascoltiamo. Leggevano sempre…

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Già tre giorni erano passati dal folgorante annuncio della caduta di Mussolini e della sua sostituzione con il maresciallo Pietro Badoglio. Ben poche persone, a Reggio Emilia come nel resto dell’Italia, avevano prestato la giusta attenzione al messaggio che il vecchio Maresciallo, veterano di tutte le campagne italiane dalla Libia alla Grecia, aveva lanciato all’indomani del suo insediamento come Capo del Governo «la guerra continua a fianco dell’alleato tedesco… gelosa custode delle sue tradizioni millenarie». L’allora direttore amministrativo delle Reggiane Ferruccio Bellelli, commentando con alcuni suoi dipendenti la nuova situazione politica, consigliò loro di non lasciarsi andare a gesti inconsulti e di fare attenzione, perché i tedeschi e i fascisti rimanevano comunque padroni della situazione e non avrebbero consentito lo scatenarsi di tumulti e manifestazioni. Convinta che la parte del messaggio che assicurava la continuazione della guerra non fosse che un espediente per poter guadagnare il tempo necessario ad operare…

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La domenica del 25 luglio 1943, alle ore 22.30, la radio annuncia: Mussolini ha presentato le dimissioni, il re ha nominato il maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio, capo del governo. All’annuncio cominciarono subito manifestazioni di gioia che esplosero nella mattina del 26. Che cos’era accaduto? Tra la notte del 24 e il 25 luglio 1943, Benito Mussolini viene sfiduciato dal Gran consiglio del fascismo e subito dopo deposto (e poi arrestato) dal re Vittorio Emanuele III. La notizia è un fulmine a ciel sereno. Tante le manifestazioni di gioia con cortei spontanei, sventolii di bandiere tricolori con l’esaltazione di re Vittorio Emanuele III e del maresciallo Badoglio. Gli italiani credettero che fosse anche la fine della guerra. Ma il proclama letto dal maresciallo Pietro Badoglio era chiaro: “la guerra continua” a fianco della Germania. Si registrano numerosi attacchi alle case del fascio e vengono distrutti i simboli mussoliniani. Sarà una breve…

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La verità è che ci eravamo abituati bene. Troppo bene. Per noi “boomer” le estati tra gli anni ’70 e ’90 erano un vero e proprio luna park musicale. Saltavi di genere in genere, tutto o quasi gratuito e volente o nolente ti facevi una cultura musicale a 360 gradi. Considerazioni amare in un’estate che ha visto l’affondamento del “Titanic” RCF Arena e la beatificazione di Radio Bruno Estate. Come ci siamo ridotti cosi? La prima valutazione è di ordine economico. Allora si vendevano dischi e cd, e gli artisti a livello cachet erano abbordabili. Oggi che prendono un quasi nulla dalle piattaforme ovviamente ripiegano sui concerti che vedono i prezzi aumentare a dismisura. Nelle feste di partito potevi assistere a concerti gratuiti di tutto rispetto e prima di sentire la menata sui comunisti butto li un Matia Bazar nella kermesse Dc e un Ivan Graziani in quella Psi. E…

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Le meravigliose e dettagliatissime immagini del nostro pianeta e del satellite lunare, recentemente ottenute dalla missione Artemis II, ci ricordano che l’osservazione e lo studio dei corpi celesti ha compiuto negli ultimi due secoli progressi senza precedenti.Uno degli artefici di tali progressi è stato senza dubbio il gesuita reggiano Angelo Secchi, astronomo e astrofisico che gode di maggiore e meritata fama all’estero, più che in Italia e particolarmente nella sua terra d’origine. Fu proprio Padre Secchi, nel lontano 1866, ad essere incuriosito, nel corso delle sue osservazioni, dalla stella Gamma-Cas, situata nella costellazione di Cassiopea, a circa 550 anni luce dalla Terra. Misurando lo spettro di Gamma-Cas, Secchi si accorse che esso presentava caratteristiche diverse rispetto ad astri simili, come per esempio il Sole.Solo nel marzo di quest’anno è stata pubblicata la notizia che la sonda giapponese Xrism, lanciata nel 2023, ha scoperto che Gamma-Cas ha una piccola compagna invisibile,…

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Davvero straordinaria, la lunga vita di Paolo Assalini (1759-1846): medico militare, patologo, oculista, ostetrico, inventore, saggista, docente; apprezzato dai duchi d’Este, dall’imperatore Napoleone, dai re borbonici, tutti nemici tra loro!Aveva avuto la fortuna di nascere a Reggio in un ambiente favorevole: famiglia in ottimi rapporti con la corte estense (il padre Lazzaro era archiatra ducale), atmosfera aperta a tutte le novità culturali del secolo XVIII°, Lazzaro Spallanzani e Giovan Battista Venturi amici stretti di famiglia, aveva tutte le possibilità per poter mettere in mostra fin da giovanissimo le proprie capacità. Come ancora si usava in un’epoca in cui la chirurgia, che si occupava di corpi, era considerata sottoposta all’arte teorica e speculativa della medicina, si diplomò prima in chirurgia, poi ottenne anche la laurea in Medicina a Modena. Cominciò subito a viaggiare per tutta Europa, frequentando le più eccelse università, scrivendo saggi, frequentando Accademie scientifiche ed acquistando una visione cosmopolita.…

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Ultimo di sette fratelli, nacque a Reggio Emilia nel 1850 da una famiglia di modesti artigiani del quartiere popolare di Borgo Emilio. Con grandi sacrifici della famiglia si laureò in legge presso l’università di Modena nel 1871, per poi insegnare economia politica prima a Ferrara, poi all’Istituto tecnico di Reggio, fino al 1921.Pur avendo coltivato fin dalla gioventù diversi interessi letterari, pittorici e giornalistici (scrisse sullo Studente, sul Gazzettino dell’operaio di Modena e sulla Settimana di Reggio), si distinse negli studi di economia, fino a comporre diverse importanti opere: “Gasparo Scaruffi e la questione monetaria nel sec. XVI” (1882), “Giuseppe Ferrari Bonini e le riforme civili della beneficenza nel sec. XVIII” (1886), “Gli Ebrei e gli Estensi” (1913), “Le mura di Reggio Emilia” (1917). Scrittore molto prolifico, si calcola che i titoli dei suoi lavori, prevalentemente storici, superino il ragguardevole numero di 186.Convinto che l’economia non potesse essere concepita come…

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Breve introduzione all’articolo dell’autore. I molteplici volti e l’avventurosa e misteriosa vita di Vittorio Vidali. Arruolato a Mosca nei servizi segreti Nkvd, seguace della linea stalinista, negli anni Venti fu inviato in Messico a disciplinare il Partito comunista locale. Fu poi promotore delle Brigate internazionali e comunista combattente in Spagna, con il nome comandante Carlos. Viaggiò ancora più volte in America Latina, nel 1940 fu incarcerato sempre in Messico con il sospetto di aver preso parte all’omicidio di Lev Trotsky, fatto da lui sempre negato. Tornato in Italia nel dopoguerra fu segretario generale del Partito Comunista del Territorio Libero di Trieste, poi deputato e senatore dal 1958 al 1968.Tracce reggiane di Vittorio Vidali a Cavriago, quando partecipò alla fine degli Settanta alla presentazione di un libro dedicato a un combattente reggiano morto in Spagna. Alla Festa nazionale dell’Unità del 1983 presentò il suo libro “Il comandante Carlos”. (…) Il permesso…

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Alla riscoperta di un tesoro ormai nascosto nel centro storico di Reggio Emilia.Si tratta di Palazzo Tirelli, conosciuto anche come Palazzo Gabbi (edificio che sorge in via Gabbi al civico 16, laterale di via Emilia San Pietro), che è stato per secoli teatro della vita sociale della nobiltà reggiana.L’edificio, con sale e interni di grande pregio, venne edificato nel Seicento per volontà dei marchesi Gabbi (le spoglie di alcuni esponenti dell’antico casato riposano oggi nella vicina chiesa di San Domenico), mentre nell’Ottocento fu acquistato dalla nobile famiglia dei Tirelli.Un gioiello oggi invisibile al pubblico. Ma aperto il grande portone in affaccio su via Gabbi è un lungo androne, alto e stretto, che ci conduce in un piccolo e delizioso chiostro interno avvolto nel silenzio, privo di rumori dalla strada che non è di grande transito.Sulla destra del cortile, l’entrata al palazzo nobile: una grande e larga scalinata, decorata con prospettive…

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Nei controviale di viale dei Mille, nei pressi della casa cantoniera, si vede una larga copertura in lamiera zincata che nasconde una cisterna che testimonia la presenza del Canale di Secchia che entra da sotto il bastione, ancora visibile all’incrocio tra via Bellelli e viale Montegrappa. La facciata del bastione rivolta alla città, il «Casone», che nel suo prolungamento su viale Montegrappa in direzione San Pietro, consente ancora oggi di vedere le ultime mura erette alla fine del secolo XII, «con il taglio sulle medesime nella svolta su via Belloli, dove è visibile anche una diversa tamponatura muraria tracciata in corrispondenza di una antica postazione di una cannoniera previ- sta a scopo difensivo». Sul frontespizio del baluardo è visibile l’arco ogivale originario del 1226 in cotto, con alcune parti in pietra. Nel 1985, dall’architetto Maria Cristina Costa, furono effettuati gli ultimi rilevanti lavori di restauro che hanno valorizzato molti aspetti…

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