150mila per gli U2, il Campovolo al centro del mondo. E oggi è un deserto
“E’ impossibile”. Lo dicevano tutti, persino i reggiani meno scettici. Ma quella che alle orecchie dei più era suonata come una cosa da non poterci neanche credere, l’incredibile fino a rasentare la bufala, oggi fa parte della storia musicale di Reggio Emilia e anche mondiale.Era il 20 settembre del 1997 di 29 anni fa, quando, nel cuore dell’Emilia, atterrarono da un elicottero della polizia gli U2.Il celebre PopMart Tour, acclamato in tutto il globo, fece solo due tappe in Italia: Reggio Emilia e Roma. Così, una delle band rock più famose e longeve della storia della musica, formatasi a Dublino nel 1976: Bono (voce), The Edge (chitarra), Adam Clayton (basso) e Larry Mullen Jr. (batteria), da un palco stellare e futuribile, diede vita a 2 ore e 40 di uno storico live per 150mila fans appostati per ore sull’erba falciata del Campovolo.Quel 20 settembre era una giornata calda alle porte…
Partita del cuore Soul Edition, in campo con Zucchero anche l’avvocato Cataliotti
Un grande successo per la “Partita del cuore Soul Edition” giocata ieri sera (giovedì 6 agosto) sul manto erboso dello stadio Lunezia di Pontremoli, dove il Lunisiana Soul Football Club ha affrontato la Nazionale Italiana Cantanti. L’iniziativa è promossa dal cantautore Zucchero Fornaciari, residente da circa trent’anni nella cittadina della provincia di Massa Carrara. La selezione del Lunisiana Soul Football Club ha visto la partecipazione di ex atleti professionisti come Gianluigi Buffon, Antonio Di Natale e Andrea Barzagli, assieme ad altri calciatori dalle società dilettantistiche locali. Tra i convocati anche un reggiano, il noto avvocato penalista di fama nazionale, Liborio Cataliotti, attualmente legale di Andrea Sempio nel caso di Chiara Poggi, l’omicidio di Garlasco.I fondi raccolti nel corso della serata sono stati interamente devoluti a realtà del territorio impegnate nel sociale: l’associazione Aldi, che offre supporto alle persone con disabilità, e la Fondazione Il domani dell’autismo.
“Mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino…”. Ciao Guccini
La notizia me la da Erio al circolo: “E’ morto Guccini”.Entro in casa e guardo mia moglie “Mi sento come se fosse morto un mio amico”.Non ricordo l’anno, forse il 1978 e grazie a don Fabrizio che a 14 anni ci portò dai gradini della parrocchia di Ospizio al Parco Fola, festa dell’Unità lo vidi in concerto e mi piacque tanto.Era ancora il Guccini solo con chitarra e bottiglione. Poi non era il mio genere. Noi “stronzetti” di quegli anni schifavamo i cantautori…c’era il punk. Però da li imparai una cosa. Non era un musicista.Era, come mi ha detto giustamente Erio, un letterato. D’altronde uno che nel 1972, scrive un testo come “Incontro” roba che manco a 60 la puoi fare con un tale profondità, sei di un’altra categoria. “Siamo qualcosa che non resta frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno”. Anni, tanti anni dopo, nel 1996…
Il 6 e il 9 agosto di 81 anni fa le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki
81 anni furono sganciate le due bombe atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki, la prima il 6 e la seconda il 9 agosto del 1945.La bomba all’uranio-235, chiamata “Little Boy”, fu sganciata alle ore 8:15 dal bombardiere B-29 Enola Gay. Le due esplosioni e la conseguente contaminazione radioattiva provocarono migliaia di morti. Il 15 agosto il Giappone annuciò la resa, formalizzata poi il 2 settembre.Il principale monumento per non dimenticare a Hiroshima è il Memoriale della pace, comunemente noto come Cupola della bomba atomica.
A Reggio l’estate del colera e il Foro Boario si trasformò in lazzaretto
L’aumento demografico delle città, l’aumento conseguente dei rifiuti e dei germi, la insufficiente rete idrica e fognaria, costituirono il presupposto per il diffondersi dell’epidemia di colera nel XIX. In Italia se ne contarono dal 1835 al 1893 almeno sei. L’aumento degli scambi commerciali con l’Asia e l’Africa ne favorirono la diffusione in Europa e nel resto del mondo. Si è calcolato che dal 1817 al 1852 almeno trenta milioni di uomini nel mondo siano morti a causa del colera. Si trattò di un vero e proprio flagello. Quando, nel 1854, si venne a conoscenza che una nave salpata dall’India aveva portato l’epidemia in Inghilterra e da lì a Parigi e a Marsiglia, anche gli italiani cominciarono e temere per la loro vita. Reggio Emilia non fu immune da tale timore e cercò d’organizzarsi per tempo. Il contagio arrivò in Italia solo nel 1856. Le scarse e spesso inefficienti strutture sanitarie…
Lunga e diritta correva la strada… 60 anni fa sull’Autosole moriva Silvana e nasceva un capolavoro
Esattamente 60 anni fa lunga e diritta correva la strada, l’auto veloce correva, la dolce estate era già cominciata… Era il 2 agosto 1966 quando a circa 10 km dal casello di Reggio Emilia, una Rover 2000 TC su cui viaggiava una coppia di fidanzati emiliani poco più che ventenni, improvvisamente scavalcò l’aiuola spartitraffico piombando sulla corsia di senso opposto e scontrandosi frontalmente con la Fiat 1500 di due bolognesi, che morirono sul colpo. Dei due fidanzatini, l’unico a salvarsi – nonostante ferite gravissime – fu il ragazzo che guidava la Rover 2000 TC, il 21enne modenese Augusto Artioli: tre ore dopo, all’ospedale Santa Maria Nuova, morirà infatti anche la sua ragazza. Lei era Silvana Fontana, aveva 24 anni ed era originaria di Castellarano. E a lei Francesco Guccini dedicherà una delle più belle e struggenti canzoni della musica italiana, “In morte di S.F.”, poi diventata – pare su pressione…
Cultura e spettacoli, il flop di Reggio Emilia
Nella torrida estate reggiana, mentre proseguono le polemiche sul flop di Helwatt Festival, tanto decantato e poi miseramente saltato, con la maggioranza di centrosinistra che boicotta la commissione consiliare del Comune di Reggio Emilia affinché non venga audito il direttore artistico dell’ei fu Festival Helwatt, oltre la Secchia, i cugini modenesi, proprio nel periodo in cui a Reggio Emilia si doveva celebrare il succitato festival, hanno organizzato il Jazz Open Modena, nella centralissima Piazza Roma, con 25.000 partecipanti in una settimana di eventi che hanno visto alternarnarsi sul palco musicisti di grande livello internazionale. Buona la prima, già pronti a replicare l’anno prossimo e farne un evento fisso.Nel corso di Jazz Open Modena alberghi e ristoranti hanno registrato il tutto esaurito, un bel volano per l’economia e una bella vetrina internazionale per la città. Cito con amarezza questo evento, perché ricordo che trent’anni fa,al Teatro Ariosto, si teneva un festival…
Piasa céca, con la basilica del santo patrono, cuore pulsante di Reggio
Chiude ad oriente la piazza omonima con la sua facciata settecentesca, a nicchie, paraste e binati di colonne, costruita su disegno di Gio. Battista Cattani, fra il 1748-1753. Le undici statue, che rappresentano i santi patroni della città e i dottori della chiesa, sono dello scultore veronese Angelo Finali detto Andrea (1709-72). I sei leoni accasciati su un basamento, che come loro è in rosso di Verona, vennero scolpiti nel 1504 da Gaspare Bigi, scultore reggiano. La torre ottagonale, fu innalzata negli anni 1536-1570 dagli arch. Leonardo, Alberto e Roberto Pacchioni, su disegno di Cristoforo Ricci, detto anche Rossino dei Lasagni, riveduto da Giulio Romano; vi lavorò i marmi anche il Sogari, ma rimase incompleta come è al presente, priva dell’ultimo piano e della cupola. La Basilica sorse su una preesistente consacrata nel 997 da Papa Gregorio V, entro l’area del castello vescovile e venne restaurata più volte; nel 1514,…
Campanini, l’invito a Carducci a Reggio per i 100 anni del Tricolore
Il novellarese Naborre Campanini è stato, forse, l’intellettuale e studioso della storia locale che ha più profondamente inciso nella cultura reggiana. Nel corso dei suoi 75 anni di vita ha ricoperto numerosi e importanti incarichi nelle istituzioni culturali di Reggio Emilia, distinguendosi sempre per competenza, originalità, creatività e attenzione alle giovani generazioni. L’elenco preciso delle cariche ricoperte, ma soprattutto quello delle sue iniziative e realizzazioni necessiterebbe di un intero volume, e forse non basterebbe. Il nome Naborre, piuttosto insolito, prese origine dall’antico babilonese “Nabor”, che significa amico di Nebo, una divinità protettrice dell’arte dello scrivere. Mai nome, in effetti, fu più azzeccato per una personalità come la sua, che studiò e scrisse per tutta la vita. Naborre visse a lungo a Reggio ospite in casa dei conti Palazzi Trivelli, forse amici di famiglia, scrivendo tra l’altro una biografia della contessa Leocadia Palazzi Trivelli, mecenate e amica di Giuseppe Verdi, Giovanni…









L’Arena al Campovolo… “I sogni son desideri di felicità…”
Oggi dell’Arena al Campovolo non si parla con piacere. Anzi, è un argomento da scansare, fastidioso. Una struttura costata 15 milioni di euro e che allo stato attuale non serve a nessuno: 103mila posti vuoti che fanno rumore, dopo un’intera stagione cancellata e un solo concerto previsto per tutto il 2027. Una triste figura, un brutto biglietto da visita.In più, se la musica all’Arena è finita ancor prima di iniziare, nella politica reggiana invece continua a rimbalzare l’eco delle polemiche, senza esclusione di colpi, in caccia dei responsabili del fiasco.Vicende, queste, che non appassionano di certo gli amanti della musica, che sono già da tempo rassegnati ad andare in altre città per assistere a un concerto. Sono disillusi, non credono più alle favole. Però, come cantava Cenerentola: “I sogni son desideri di felicità…”.E che bei sogni erano stati: il concerto degli U2, 150mila persone al Campovolo. Poi il pienone per…
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