Cianciulli: “Ho fatto a pezzi 3 donne”. La saponificatrice di Correggio
Questa è una pagina di cronaca nera in tinte padane. E’ la storia di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio.Nel racconto l’orrore diventa paradosso. La carne umana, prima smembrata e poi ribollita plasma profumati e delicati saponi per la pelle. La farina di ossa, mescolata coi coaguli di sangue, assume le forme di invitanti biscotti e pasticcini da offrire alle amiche per il tè del pomeriggio. Il macabro rituale si consuma nella cornice di un antico palazzo di via Cavour, nel centro di Correggio, dove donne sedute sui sofà di un salotto accogliente si perdono in chiacchiere e predizioni di carte ascoltando verità da fattucchiera. Leonarda Cianciulli, classe 1894, nacque a Montella, in provincia di Avellino, nell’antica Irpinia. Ultima di sei figli è l’angoscia della madre che la visse come il frutto di violenza. La donna che farà tremare Correggio da bimba non conobbe affetto. I soli amici che ebbe…
Immobiliari. “A Reggio prende piede il fenomeno degli agenti abusivi”
Allerta agenti abusivi a Reggio Emilia, a dirlo è Gabriele Giordani, agente immobiliare reggiano da 31 anni, ed ex vicepresidente provinciale Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) fino al 2015, che oggi non è iscritto a nessuna associazione di categoria e parla da semplice agente immobiliare. Gabriele Giordani fa notare come nella nostra città ci sia un numero sempre crescente di agenti abusivi che, dice, “ormai sono nell’ordine delle centinaia”. Spiega Giordani: “Sembra che il fenomeno non interessi, innanzitutto ai cittadini, che a volte hanno sicuramente pagato provvigioni non dovute, senza verificare prima i requisiti del soggetto che ha fatto la trattativa immobiliare per loro”. E aggiunge: “Ricordiamo che per fare le trattative, quindi opera di mediazione, serve l’abilitazione di legge”. Inoltre, conclude Gabriele Giordani, “in tanti anni di lavoro, non ho mai saputo di nessuna sanzione erogata dalle autorità per casi di abusivismo. Eppure la nostra professione, regolata dalla…
Da Gualtieri a desaparecido, la tragica fine del presunto figlio di Mussolini (2)
Da Gualtieri a desaparecido, la tragica fine del presunto figlio di Mussolini, seconda parte. In fondo all’articolo il link alla prima puntata. (…) A quanto si sa, anche per ammissione dello stesso Mussolini, i due si piacquero subito e iniziarono a frequentarsi già agli inizi di marzo. Nonostante le precauzioni che adottarono per non essere sorpresi, la loro quotidiana relazione divenne ben presto di pubblico dominio e, inevitabilmente giunse all’orecchio del marito Filiberto Vinzani di stanza a Sulmona. Tutti in paese sapevano di loro e i commenti si sprecavano. Ferito nell’orgoglio e deluso dalla donna che credeva innamorata di lui, Filiberto invitò i genitori a cacciarla da casa senza pietà. E così avvenne. Non avendo altra via d’uscita e essendo molto attratta dal suo giovane focoso maestro, Giulia si ritirò con il figlio Ippolito in una piccola camera al n. 9 di vicolo Massa, dove continuò a ricevere il suo…
Da Gualtieri a desaparecido, la tragica fine del presunto figlio di Mussolini (1)
“Da una guerra civile- come ha affermato lo storico Gianni Oliva in un suo fortunato libro- non si esce con la semplice resa degli sconfitti”, specie quando ci sono conti aperti che si riferiscono al periodo precedente appena terminato. Questo è quanto accadde nei mesi successivi la fine della seconda guerra mondiale.La giustizia sommaria esercitata da singoli uomini o da gruppi di ex combattenti che agirono autonomamente, ignorando le disposizioni del CLNAI (Comitato Liberazione nazionale alta Italia), insanguinò per alcuni mesi le strade e le campagne di molte città del Nord d’Italia, specie di quelle del cosiddetto “Triangolo della Morte”. Migliaia furono le vittime di quell’odio e di quella cecità ideologica, che pretendeva l’immediata edificazione della società socialista. Chiunque fosse stato semplicemente sospettato d’aver avuto simpatie con il fascismo poteva sparire da un momento all’altro. Ma il furore rivoluzionario di quei giorni portò anche alla resa dei conti dentro il…
A difesa del bosco di Ospizio la lotta continua: “Presidio per tutto agosto”
Nel parcheggio del bosco di via Emilia Ospizio ci sono anche alcuni camper.Il presidio a difesa del polmone verde contro le ruspe pronte a tirare la spianata per costruire un nuovo super mercato Conad (in accordo con la pubblica amministrazione per un piano che prevede anche un piano di rigenerazione della zona), durerà almeno sino al 17 agosto, ma gli attivisti lo vogliono prolungare sino alla fine del mese. Ce lo dice Alessia Busani, portavoce del movimento, che ha già chiesto di prolungare i permessi. Dunque la difesa del bosco urbano si allarga: “Ogni giorno qui – spiega la portavoce – ci sono almeno 50 persone che vigilano sul bosco. E invitiamo chiunque lo voglia fare a venirci a trovare”.
Donne di Reggio al voto 80 anni fa
Nel ’45 ci voleva ben altro che il decreto Bonomi per realizzare una rivoluzione dei costumi prima ancora che politica. Il primo febbraio di quell’anno, per iniziativa diretta di De Gasperi e Togliatti, entrambi ministri del governo di unità nazionale, era stato infatti riconosciuto il diritto delle donne all’elettorato attivo. Ma a settembre ’46 Maria Arbizzoni, della sezione di S. Croce, interviene alla conferenza provinciale di organizzazione del Pci (Partito comunista italiano), presente Togliatti, per denunciare che tanti compagni non permettono alle loro mogli sorelle figlie di uscire per partecipare alle riunioni del partito o dell’Udi (Unione donne italiane). In molte zone delle campagne emiliane, le donne dovevano ancora guadagnarsi il diritto basilare di sedere a tavola con gli uomini di casa. La tendenza era di far passare l’estensione del diritto di voto in una zona franca di riconoscimenti morali, e non come la risultante di quella attività capillare e…
Morto Roberto Buffagni (59 anni), lutto nel mondo delle discoteche
E’ morto nella notte Roberto Buffagni, 59 anni, con il fratello Massimo era noto per avere gestito numerose discoteche, prima a Reggio Emilia, poi a Bologna e infine spostandosi sulla Riviera romagnola con Villa delle Rose e Peter Pan a Riccione, fino al Paradiso di Rimini.
Realco: Conad compra i pezzi, peccato aver perso un’altra realtà di Reggio
C’è una parola che raramente compare quando si raccontano queste vicende: peccato. Eppure è proprio quella che viene spontanea leggendo che dodici negozi ex Realco sono stati aggiudicati (da Conad) e che per gli immobili rimasti senza proprietario si torna all’asta. Peccato, perché Realco non era soltanto una sigla commerciale, ma un pezzo importante della storia economica e cooperativa reggiana. Le aste fanno il loro mestiere, i tribunali applicano le procedure, le aziende comprano ciò che ritengono conveniente. Tutto regolare. Ma dietro le carte, le offerte e le aggiudicazioni rimane una domanda molto meno burocratica: come abbiamo fatto ad arrivare fin qui? Dodici punti vendita hanno trovato un acquirente. Altri restano ancora sospesi, mentre i sindacati guardano soprattutto al futuro occupazionale dei lavoratori. Ed è giusto che sia così. Ma sarebbe sbagliato ridurre tutto alla cronaca di un’asta giudiziaria. Realco apparteneva a quella Reggio Emilia che per decenni aveva costruito…
A Reggio l’estate del colera e il Foro Boario si trasformò in lazzaretto
L’aumento demografico delle città, l’aumento conseguente dei rifiuti e dei germi, la insufficiente rete idrica e fognaria, costituirono il presupposto per il diffondersi dell’epidemia di colera nel XIX. In Italia se ne contarono dal 1835 al 1893 almeno sei. L’aumento degli scambi commerciali con l’Asia e l’Africa ne favorirono la diffusione in Europa e nel resto del mondo. Si è calcolato che dal 1817 al 1852 almeno trenta milioni di uomini nel mondo siano morti a causa del colera. Si trattò di un vero e proprio flagello. Quando, nel 1854, si venne a conoscenza che una nave salpata dall’India aveva portato l’epidemia in Inghilterra e da lì a Parigi e a Marsiglia, anche gli italiani cominciarono e temere per la loro vita. Reggio Emilia non fu immune da tale timore e cercò d’organizzarsi per tempo. Il contagio arrivò in Italia solo nel 1856. Le scarse e spesso inefficienti strutture sanitarie…









Centro storico: “Se le proposte cadono nel silenzio di chi amministra”
Abbiamo chiesto a Mauro Del Bue, che è stato vicesindaco e assessore allo Sport, deputato in più legislature e figura storica del Partito socialista italiano, residente in città, di parlaci della città di oggi e del suo futuro. Di come valuta le amministrazioni comunali che si sono succedute a Reggio, su che cosa punterebbe il dito e se ci sono problemi di sicurezza e di degrado. (gb) L’intervento di Mauro Del Bue, ex assessore e parlamentare. La forza della amministrazione comunale è il silenzio. Almeno sulle proposte concrete che vengono avanzate. Anche sul centro-storico è così. Faccio un breve elenco di esempi che mi riguardano personalmente. Sono anni che contesto la disposizione dei piloni di illuminazione in piazza della Vittoria. La seconda fila, partendo dall’isolato San Rocco, taglia in due il teatro Ariosto e oscura completamente il monumento ai caduti della prima guerra mondiale. Anche il monumento alla resistenza è…
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