Dal Cusna alla Bassa, il tempo non mente mai. Scorre sempre, a volte inganna. Sebbene tutti tentino di decodificarlo, noi vogliamo leggerlo sia tramite i dati che provengono dalle stazioni meteorologiche, che attraverso la lente dei modi di dire e delle tradizioni popolari del territorio.
Per chi volesse essere pratico, come sarà questo weekend? Il ponte del 25 Aprile si apre sotto i migliori auspici. Cominciamo con la pianura. L’alta pressione è tornata a farsi sentire sull’Emilia-Romagna, portando un fine settimana soleggiato e temperature in deciso rialzo. Da Reggio città a Guastalla, Correggio e Novellara – sabato e domenica si prevedono con temperature massime tra i 22 e i 25 gradi, cielo prevalentemente sereno e venti deboli. Condizioni ideali per una Liberazione all’aperto, o un saluto alle caprette del parco.
In collina, Scandiano, Albinea, Vezzano – le temperature scendono di qualche grado: massime intorno ai 18-20 gradi con qualche nuvola di passaggio nel pomeriggio, tipica della transizione stagionale. L’Appennino offre un quadro più fresco: minime tra 7 e 11 gradi, massime attorno ai 19-20 gradi con cielo sereno o poco nuvoloso, salvo qualche addensamento pomeridiano lungo i rilievi. Condizioni buone per escursioni, ma con golfino al seguito. Per coloro che fossero orientati ad una fuga dalla città, la statale 63 per Cerreto Laghi è sgombera dal traffico, salvo qualche rallentamento a Cervarezza. Attenzione, come sempre, alle moto che sfrecciano troppo audaci lungo i tornanti.

Il tempo di un tempo
Ma lasciamo per un istante i freddi dati del presente, per guardare a questa stessa stagione di qualche tempo fa. A fine aprile del 2024 – appena due anni or sono – l’Appennino reggiano visse un episodio meteorologico clamoroso per il periodo. Il 22 aprile nevicò abbondantemente sul Cusna e sul Cimone, con accumuli anche all’altezza dei passi – Radici, Cerreto, Lagastrello – e persino nelle quote collinari sopra i 600 metri. Un evento che ricordò ai reggiani quanto il clima appenninico sappia ancora sorprendere. Poco male: il popolo giusto ha sempre gradito la neve.
Il confronto con oggi è emblematico del cambiamento climatico in atto: le nevicate tardive esistono ancora, ma le primavere calde e anticipate come questa del 2026 – con temperature quasi estive già ad aprile – sono diventate sempre più frequenti secondo i dati storici di ARPAE Emilia-Romagna. La pianura reggiana registra oggi medie di fine aprile di 3-4 gradi superiori rispetto agli anni ’80.
Aprile è anche il mese per eccellenza della saggezza popolare meteorologica. Dai monti dell’Appennino reggiano viene tramandato un detto che Savino Rabotti, cultore del dialetto di Castellaro di Vetto, ha raccolto: “Fâr purtâr al cúch” – “portare il cuculo” – era lo scherzo del Primo Aprile, legato all’arrivo di questo uccello migratore che tornava proprio in questo periodo, segnale certo che la bella stagione era davvero arrivata. E sul comportamento di aprile, i contadini emiliani erano categorici: “Aprile e maggio son la chiave di tutto l’anno“. Non a caso, vedendo le piogge di questi giorni: “Le pioggerelle del mese d’aprile fanno il maggio fiorito e gentile” – mentre al contrario: “Se di maggio rasserena, ogni spiga sarà piena, ma se invece tira vento, nell’estate avrai tormento.”
E c’è anche un proverbio legato proprio al 25 Aprile, festa di San Marco: “A San Marco il baco a processione“. Il baco da seta, un tempo fondamentale per l’economia delle campagne reggiane, iniziava proprio in questi giorni il suo ciclo. I gelsi che ancora oggi si vedono lungo le strade della Bassa Reggiana sono i testimoni silenziosi di quella tradizione.
Per chi guarda al grande fiume
Il Po a Boretto scorre attualmente nella norma per il periodo, senza criticità segnalate. I fiumi minori – Crostolo, Enza, Secchia – si trovano anch’essi nella media stagionale, favoriti da un aprile che ha alternato piogge e sole senza eccessi.
Sull’Appennino reggiano la neve è ormai un ricordo per le quote più basse. A fine marzo un’irruzione fredda aveva portato neve fino a 600 metri con temperature di -8°C sul Monte Cusna, ma con il ritorno dell’anticiclone la situazione è rientrata rapidamente. Sopra i 1.500 metri – Cusna, Prado, Succiso – permane ancora qualche residuo invernale nelle zone ombreggiate, ma il manto nevoso è ormai ridotto ai minimi. Le escursioni primaverili sono praticabili su tutti i sentieri principali del Parco Nazionale.
Lungo periodo, da prendere con cautela
Le previsioni oltre i 7 giorni hanno un’affidabilità intrinsecamente limitata: le indichiamo come tendenza, non come certezza.
Secondo le previsioni mensili dell’Aeronautica Militare, la settimana dal 27 aprile al 3 maggio sarà caratterizzata da un regime prevalentemente ciclonico sul versante adriatico, con precipitazioni al di sopra della media del periodo.Per l’Emilia-Romagna questo si traduce in una possibile variabilità crescente a partire da lunedì, con qualche acquazzone nelle ore pomeridiane.
Nella seconda settimana di maggio si profila un regime di correnti umide sudoccidentali moderatamente instabili, con temperature nella media del periodo. Dalla terza settimana inizia a delinearsi un regime leggermente anticiclonico su tutto il paese, con temperature che si porteranno al di sopra della media.
In sintesi: godetevi questo bel weekend, perché il Primo Maggio potrebbe portare qualche scroscio.
