Un viaggio nel video di Glauco Bertani nelle “segrete stanze” di Villa d’Este, pregevole costruzione che venne concepita a partire dal 1734 nell’ambito di una risistemazione idraulica che doveva alimentare le grandi fontane poste del parco in cui sorge la Reggia di Rivalta. Lo studio del progetto era incentrato sul capiente invaso d’acqua dal quale partivano condutture sotterranee.
L’idea originaria fu dell’architetto reggiano Giovanni Maria Ferraroni, ma il progetto venne poi eseguito e realizzato tra il 1730 e il 1757 da Giovan Battista Bolognini e dal fratello Francesco.
Al centro del bacino, completamente isolato e raggiungibile solo in barca, è situato l’isolotto tuttora esistente chiamato isola d’Alcina su cui sorge il villino ‘Fuggi l’Ozio’, un complesso settecentesco nato come casino di caccia e pesca del Duca Francesco III d’Este.
Si legge nella presentazione della storia della villa: “Un luogo pregevole, in cui il paesaggio si racconta attraverso il segno delle acque, che diviene la matrice dominante di un dialogo tra uomo e territorio. I due sistemi naturali del Crostolo e del Modolena vengono qui uniti attraverso il Rio della Vasca a Sud di villa d’Este. L’acqua, nella forma naturale e antropica è chiave di lettura del paesaggio”.






Si ringrazia per la cortesia del reggiano Rino Marastoni, proprietario della villa, che ci ha permesso di videare gli interni i cui soffitti e alcune pareti sono affrescati da dipinti di fine Settecento, primi Ottocento (opera del modenese Gian Filiberto Pagani, mentre la volta della Sala Grande è di Francesco Scaramuzza, e altre decorazioni del XIX secolo). Anonimo l’autore del quadro visibile nell’antibagno.
