Astronomia, poesia e musica: “Gorganza Rewind-Tutto in una Notte”
“Gorganza Rewind-Tutto in una Notte” – una manifestazione poetico-musicale-astronomica, in calendario a Cavriago, per sabato 11 luglio 2026, dalle ore 18.00 alle ore 06.00, nell’area feste Avis – potrebbe essere una risposta minimalista o situazionista al catastrofico gigantismo dell’Rcf Arena, che ha regalato a Reggio una figuraccia internazionale. Concerti che si contano sulla punta delle dita e poi cancellati, ma per fortuna avremo Elisa… nel settembre 2027. Rewind, riavvolgere, si diceva. Gorganza, nel territorio di Cavriago, è stato un luogo storico di memoria dei reggiani, un luogo in cui fu allestita per decenni la festa dell’Unità, kermesse politica e culturale che si svolse dal 1967 al 1990. La manifestazione ha ospitato concerti rock, proiezioni cinematografiche e dibattiti di livello nazionale. L’area in cui si teneva la festa oggi è privata e recintata. Reggio Emilia è stata per anni una piazza importante per la musica rock. Il Palazzetto dello sport di…
Basta: questa non è più una democrazia fiscale, ma un sistema che spreme
Non siamo più dentro una democrazia fiscale. Siamo dentro un meccanismo stanco, logoro, ripetitivo, dove a pagare sono sempre gli stessi e a ricevere sono sempre altri. La chiamano solidarietà. La chiamano bonus. La chiamano sostegno. La chiamano attenzione alle fragilità. Belle parole, pulite, istituzionali, pronte per i comunicati stampa. Ma poi arriva la bolletta, arriva la tassa, arriva la TARI, arriva l’ennesimo aumento, e chi deve mettere mano al portafoglio è sempre lo stesso cittadino: quello che lavora, dichiara, possiede qualcosa, non evade, non urla, non occupa, non pretende, non minaccia. Sempre lui. La Costituzione italiana non parla di questo. Non dice che una parte del Paese deve essere spremuta fino all’ultima goccia per mantenere in piedi un sistema di bonus, sconti, agevolazioni e prebende distribuite a pioggia. L’articolo 53 parla di capacità contributiva e di progressività. Due parole serie. Due parole alte. Due parole che dovrebbero significare giustizia,…
Br. Cascina Spiotta: 6 anni al reggiano Azzolini, prescritti Curcio e Moretti
Dopo un processo durato circa un’ora e mezzo, terminate le circa 4 ore di Camera di consiglio, la Corte di Assise di Alessandria, ha emesso la sentenza di primo grado per la sparatoria alla Cascina Spiotta, il 5 giugno 1975, dove morirono l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso e uno dei capi delle Brigate Rosse, Margherita Cagol, detta Mara, allora moglie del teorico delle Br, Renato Curcio. Lo scontro a fuoco avvenne durante il tentativo dei carabinieri di liberare l’imprenditore vinicolo Vittorio Vallarino Gancia sequestrato, sequestrato dai terroristi. Per l’omicidio del carabinieri Giovanni D’Alfonso i giudici hanno condannato a 6 anni Lauro Azzolini, oggi 79enne reggiano di Casina (prima foto a sinistra), applicando la continuazione con le precedenti condanne tra cui l’ergastolo per la strage di via Fani. Gli stessi giudici hanno ritenuto poi di non dover procedere nei confronti degli ex Br Renato Curcio e Mario Moretti dichiarando il reato…
A Reggio il 7 luglio 1960, la cronaca di una giornata di scontri e di morte
I cinque reggiani uccisi il 7 luglio 1960 Lauro Farioli, 22 anni, San Bartolomeo (RE), operaio, orfano di padre lascia la moglie e un figlio. Colpito a morte davanti la chiesa di San Francesco. Il primo a cadere è Lauro Farioli, colpito davanti alla chiesa di San Francesco. Lo chiamano “Modugno” perché somiglia al cantante di Nel blu dipinto di blu (Volare). Indossa pantaloni corti, una camicetta rossa e le ciabatte: ai primi spari si muove incredulo verso i poliziotti come per fermarli. Sono a cento metri da lui: gli sparano in pieno petto. Un testimone dice: “Ha fatto un passo o due, non di più, e subito è partita la raffica di mitra, io mi trovavo proprio alle sue spalle e l’ho visto voltarsi, girarsi su se stesso con tutto il sangue che gli usciva dalla bocca. Mi è caduto addosso con tutto il sangue”. Marino Serri, 41 anni,…
Costituenti reggiani (4). Simonini: massimalista, riformista e leader Psdi
Erano 8 i reggiani che presero parte all’Assemblea Costituente (556 deputati) che si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 a Palazzo Montecitorio con il compito specifico di redigere una nuova Costituzione per lo Stato.Ripercorriamo qui sotto la loro vita con delle brevi schede. La quarta riguarda riguarda Alberto Simonini, socialista massimalista, poi riformista nel Psi e infine leader nel Psdi di Giuseppe Saragat. Alberto Simonini (Reggio Emilia 19 febbraio 1896 – Strasburgo 7 luglio 1960) Nasce a Reggio Emilia il 19 febbraio 1896. Trascorre l’infanzia a Piacenza, dove il padre è costretto a trasferirsi per motivi di lavoro. Qui termina le scuole elementari e trova un’occupazione come meccanico. Si sposta successivamente a Brescia, dove nel 1912 aderisce alla federazione giovanile socialista, di cui diventerà segretario l’anno successivo. Partecipa alle proteste contro la guerra di Libia, per le quali viene condannato a tre giorni di carcere.Nell’agosto del 1914, torna a…
Mura inaccessibili, il fascino sinistro dell’Ospedale Psichiatrico
L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (Opg) di Reggio Emilia, attivo dal 1896 al 2015, è stato uno dei principali manicomi criminali italiani, convertito da un ex convento del XVII secolo.Nel 1910 fu ampliato. Dal 1930, con il codice Rocco, assunse la sua fisionomia definitiva di manicomio criminale. Tra i tanti ospiti tristemente famosi, accolse nelle sue celle anche la saponificatrice di Correggio Leonarda Cianciulli.Nel 1991 la struttura centrale chiuse, trasferendo le attività in via Settembrini. L’Opg ha cessato l’attività nel 2015 a seguito della legge di riforma. Le cartelle cliniche dal 1927 in poi sono depositate presso l’archivio del San Lazzaro, offrendo uno spaccato sulla psichiatria forense locale. Oggi la struttura di vicolo dei Servi, che mantiene intatto il suo fascino sinistro, è abbandonata e aperta ai visitatori solo in alcune giornate in particolare, come quella recente del Fai.
Imprese giovanili under 35, Reggio cresce dove l’Italia arretra
C’è un dato che, letto in fretta, potrebbe sembrare soltanto una piccola notizia economica. Nei primi tre mesi del 2026 le imprese giovanili in provincia di Reggio Emilia sono cresciute di 57 unità rispetto all’anno precedente, arrivando a quota 3.591 attività. In percentuale significa un aumento dell’1,6%. Non una rivoluzione, certo. Ma in un Paese dove l’impresa giovanile arretra, dove molti ragazzi guardano più facilmente all’estero che al proprio territorio, dove aprire una partita Iva o una piccola attività è spesso un salto nel buio, quel segno più merita attenzione. Reggio Emilia, in questo caso, non segue la media nazionale. La supera. Mentre il dato italiano mostra una flessione, la provincia reggiana registra una tenuta positiva, superiore anche alla media regionale. È un segnale economico, ma anche sociale. Perché dietro quei numeri non ci sono solo codici fiscali, visure camerali e registri d’impresa. Ci sono giovani che hanno deciso di…
In via Bolognesi cassonetti stracolmi e immondizia in strada
Domenica in via Bolognesi, laterale di viale Trento Trieste, nella zona della stazione dei locali treni, nel quartiere della Gardenia, i cassonetti stracolmi di immondizia, con i sacchi scaricati e lasciati anche a bordo strada e un discreto tanfo. Non è certo un bel vedere.
Reggiana. Sembrava fatta, salta il trasferimento di Maggio al Ravenna
Il trasferimento di Matteo Maggio dalla Reggiana al Ravenna è saltato al momento della firma, quando ormai sembrava tutto fatto.La trattativa si è arenata quando si è arrivati a discutere dell’ingaggio del calciatore al quale era stato proposto un contratto pluriennale. I procuratori del giocatore non sono stati accontentati dal club romagnolo, così alla Reggiana non è rimasto da fare se non prendere atto dell’affare sfumato, anche perché i granata avevano chiesto una cifra modesta per la cessione del fantasista porta a Reggio due anni fa per circa 150mila euro.









Martiri del 7 luglio: alcune bandiere con falce e martello, slogan e fumo rosso
Un piccolo gruppo che sventolava bandiere comuniste con falce e martello ha cantato slogan e acceso alcuni fumogeni rossi rallentando l’inizio del discorso del sindaco di Reggio Emilia Marco Massari nel corso della commemorazione dei 5 martiri del 7 luglio 1960 con appuntamento alle 18 in piazza Martiri del 7 luglio. Relatore della cerimonia che ricorda i cinque uccisi durante gli scontri con la polizia: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, è stato Walter Veltroni.