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A Reggio Emilia siamo diventati bravissimi a tagliare nastri. Rendering, conferenze stampa, parole solenni come “rigenerazione”, “innovazione”, “attrattività” e “rilancio”. Per qualche giorno tutto brilla: fotografie, sorrisi e promesse. Poi si spengono i riflettori e comincia la parte meno appariscente, ma più importante: far vivere davvero ciò che è stato realizzato. Ed è proprio lì che troppo spesso la politica reggiana mostra il fiato corto. Un’opera pubblica non è riuscita soltanto perché è stata inaugurata. Una piazza non rinasce perché cambia pavimentazione. Un edificio storico non diventa automaticamente un polo turistico perché viene restaurato. Un centro per l’innovazione non produce sviluppo perché ospita uffici e laboratori. Una stazione firmata da un grande architetto non diventa la porta della città se rimane separata dalla sua vita quotidiana. Il problema di Reggio Emilia non è la mancanza di luoghi importanti. È la difficoltà di inserirli in una visione unica e di accompagnarli…

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Le recenti chiusure di attività storiche nel centro di Reggio Emilia riaccendono una questione che non può più essere affrontata come una semplice successione di singoli casi. La difficoltà del commercio nell’Esagono è un problema strutturale che riguarda l’economia della città, il lavoro, la sicurezza, la vivibilità e il futuro del centro storico. A sostenerlo è Alex Scardina, coordinatore UIL Reggio Emilia. «Quando chiude un negozio – sottolinea Scardina – non perdiamo soltanto una vetrina. Perdiamo un’attività economica, posti di lavoro, relazioni, un presidio urbano e una parte della storia commerciale della nostra città. Le serrande abbassate e i negozi sfitti che vediamo sempre più spesso nell’Esagono devono quindi rappresentare un campanello d’allarme per tutta la comunità». Il punto, secondo la UIL, non è soltanto il numero delle attività che chiudono, ma la capacità del centro storico di continuare a essere un luogo nel quale conviene investire, lavorare, abitare e…

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Un gruppo di commercianti di piazza Prampolini, cuore del centro storico di Reggio Emilia, si è arrabbiato con il Comune. Le loro vetrine sono state completamente oscurate dai ponteggi per la ristrutturazione delle facciate del Duomo e dai gazebo del Festival di Emergency, che si tiene in città dal 4 al 6 settembre. Giorgia Tirelli, titolare di Sergio Boutique, parlando con il Carlino Reggio, si è fatta portavoce dei negozianti della zona: “C’è la Giareda in questi giorni e l’afflusso in centro sarà alto, noi così non esistiamo e perderemo una bella fetta di fatturato. Ho intenzione, e come molti colleghi, di chiedere i danni all’amministrazione comunale che ha dato il permesso per questa cosa”.

La Reggiana mette a segno il colpo Thomas Henry, attacante con un passato nel massimo campionato di Serie A con Venezia e Verona. Scrive in un comunicato la società granata: “Thomas Henry è un nuovo calciatore dell’AC Reggiana. L’attaccante francese firma in granata un contratto fino al 30 giugno 2028, con opzione di rinnovo per un’ulteriore stagione. Dopo aver vestito le maglie di AS Beauvais Oise, Fréjus-Saint-Raphaël FC, FC Nantes, FC Chambly e Union Tubize-Braine, nel 2021 inizia il proprio percorso in Italia tra Venezia ed Hellas Verona in Serie A, proseguendo in Serie B al Palermo. La stagione appena conclusa lo ha visto protagonista con i colori dello Standard Liegi, nel massimo campionato belga. In carriera, ha totalizzato 350 presenze ufficiali con 95 gol all’attivo. Benvenuto a Reggio Emilia, Thomas!”.

Organizzata dal Comune di Reggio Emilia si svolgerà, domenica 6 settembre 2026, la I edizione della manifestazione cicloturistica “La Giareda, ciclismo d’epoca”. L’appuntamento per i partecipati è fissato, in piazza Gioberti a Reggio Emilia, dalle 7.00 alle 8.00, per le iscrizioni, e la partenza è prevista per le 10.00. Il circuito toccherà il Parco del Crostolo, Villa d’Este, la Reggia di Rivalta, il parco delle Acque Chiare, il Parco del Rodano, Il Mauriziano, il San Lazzaro e il Bosco urbano Filippo Re. L’arrivo sarà in piazza Gioberti. La manifestazione è aperta a tutti i tipi di biciclette ma “verranno premiati – si legge nella nota informativa del Comune – solo coloro che partecipano con bici da corsa d’epoca che rispettino precisi criteri: telaio in acciaio; leve del cambio sul tubo obliquo del telaio; fili dei freni che escono dalle leve e transitano esternamente al manubrio; pedali con gabbietta; ruote con…

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Due persone, due tunisini, sono stati aggrediti e feriti in modo grave da altri stranieri in piazza Duca D’Aosta.Più volte ci siamo permessi di scrivere che la riqualificazione di Porta Santo Stefano, il bigliettino da visita per chi entra in città da Parma, è brutta, stona con il centro storico di Reggio Emilia. Una colata di cemento grigio, un luogo dove i reggiani non vanno, se non transitando di fretta, diretti verso altre mete. Nei parchi attorno alla piazza, dubbie le frequentazioni, per usare un eufemismo. Basterebbe chiedere alla maggioranza dei residenti della zona se sono soddisfatti dell’estetica di questo intervento edilizio. E anche se si sentono sicuri di uscire al calar della sera in quel quartiere, che tra l’altro, oltre il bar bunker, dopo le 19.30, non offre più nulla, se non il buio. Ci permettiamo solo di aggiungere che, dove non c’è vita, come altri luoghi dimostrano (vedi…

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I carabinieri di Reggio Emilia stanno indagando su un’aggressione avvenuta nella notte in piazzale Duca D’Aosta, Porta Santo Stefano. L’intervento intorno alle 3 di notte, a seguito della segnalazione della Polizia Locale che, di passaggio nella piazza, è stata avvicinata da un uomo con il volto insanguinato. I militari dell’Arma, sul posto insieme al personale del 118, hanno ricostruito la vicenda. Due cittadini tunisini, di 27 e 46 anni, residenti in città, sono stati sorpresi e aggrediti da altri due stranieri, poi fuggiti a piedi per le vie limitrofe. Ad avere la peggio è stato il 27enne, rimasto gravemente ferito al viso e all’occhio destro con armi da taglio e trasportato d’urgenza in codice rosso al Pronto Soccorso. Il secondo uomo, di 46 anni, ha riportato una lesione all’orecchio, causata dal colpo di una bottiglia di vetro, ma ha rifiutato le cure mediche. Nel corso dei rilievi, i carabinieri hanno…

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Abbiano incontrato Maura Manghi, presidente di Italia Viva a Reggio Emilia per affrontare diversi punti caldi che riguardano la città, dallo stato del centro storico, alle riqualificazioni urbane, alla sicurezza. Ed era inevitabile, ça va sans dire, toccare la vexata quaestio del cosiddetto “bosco Ospizio”. Manghi, le chiedo quali sono, secondo il suo partito i mali del centro storico di Reggio Emilia? I mali del centro storico di Reggio Emilia sono in gran parte quelli di quasi tutte le realtà urbane del nostro Paese e della nostra regione: svuotamento dei luoghi commerciali falcidiati dal commercio on-line, spostamento fuori dal centro delle attività amministrative, invecchiamento della popolazione che vi risiede, alcune zone ad alta pericolosità, come le aree attorno alla stazione, e così via. E i rimedi? Voi siete nella maggioranza che sostiene il sindaco, questa amministrazione che cosa sta facendo in concreto? Ha un passo diverso questa giunta rispetto a…

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L’Assemblea Bosco Ospizio ha inviato un comunicato stampa in cui è esposta la loro proposta – “Un bosco urbano di comunità al posto del supermercato” – presentata al Comune di Reggio Emilia e a Conad nei due incontri avuti nei gironi scorsi.Venerdì 4 settembre, alle ore 20, presso il presidio permanente in zona Campo di Marte II a Reggio Emilia si terrà – si legge nel comunicato – “un’iniziativa pubblica di presentazione in cui saranno forniti maggiori dettagli della proposta avanzata”. Questo il comunicato dei manifestanti “La nostra proposta alternativa per salvare interamente il Bosco Ospizio e renderlo fruibile alla cittadinanza è rimasta fino ad ora circostanziata ai soli ambienti istituzionali, presentata da una nostra delegazione prima all’Amministrazione Comunale, poi a Conad Centro Nord.In questo momento di stallo, in cui il soggetto attuatore sostiene di stare valutando quanto da noi illustrato in quell’ultimo incontro, decidiamo di condividere questa proposta, per…

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Un gruppo di residenti e cittadini del quartiere di Ospizio e delle zone adiacenti hanno lanciato una raccolta firme in favore del Pru e della riqualificazione del bosco, come in accordo tra Comune e Conad proprietario dell’area.E’ stato pubblicato un modulo sui social (che qui sotto riportiamo), dove i promotori dell’iniziativa dicono di volere fare sentire la loro voce, cioè quella di chi “attende i nuovi servizi da oltre 20 anni”. Il modulo si articola su quattro richieste. La prima: sblocco ed esecuzione del progetto senza ulteriori rinvii. La raccolta delle firme si tiene presso la casetta Circolo Arci Nuovo Gramsci al Campo di Marte Uno.

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