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La prima forma di rispetto verso i cittadini dovrebbe essere la misura nelle parole. Soprattutto quando si parla di tasse. Soprattutto quando si parla di soldi che escono dalle tasche delle famiglie, dei pensionati, dei lavoratori, dei commercianti, dei proprietari di casa. Per questo, quando una misura sulla Tari viene presentata come una “rivoluzione”, è legittimo chiedersi: rivoluzione per chi? La Tari non è una parola tecnica da comunicato stampa.La Tari è una tassa.È denaro vero.È una voce pesante nei bilanci familiari. E allora bisognerebbe avere il pudore di non trasformare ogni modifica amministrativa in una conquista storica. Perché i cittadini non vivono dentro gli slogan. Vivono tra bollette, rincari, scadenze, stipendi fermi, pensioni consumate e conti sempre più difficili da far quadrare. Da anni il meccanismo è lo stesso: si annuncia un beneficio, si parla di equità, si racconta una svolta. Poi, nella realtà, qualcuno riceve uno sconto e…

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In prefettura si è riunito il Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto, alla presenza dei rappresentanti dell’Autorità giudiziaria, delle principali istituzioni locali, delle forze di polizia, del Comune di Reggio Emilia, dell’Asl, del mondo della scuola e dell’Università. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i principali temi legati all’ordine e alla sicurezza pubblica in ambito urbano. In particolare, (dopo l’omicidio di Raffaele Stipa, 67 anni, accoltellato a morte nel suo locale) il prefetto ha richiamato l’attenzione sull’importanza di rafforzare il coordinamento tra tutte le istituzioni coinvolte per monitorare le situazioni di disagio, anche di natura psichica, che in alcuni casi possono sfociare in comportamenti antisociali.Il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia ha evidenziato la necessità di definire modalità di intervento condivise e strumenti di prevenzione efficaci, rafforzando lo scambio di informazioni e la collaborazione operativa tra le istituzioni e gli Enti interessati. Così sarà istituito in…

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Archeologia industriale a Reggio Emilia. Ex sede della ditta Achille Marzi e Fratelli – Legnami, a pochi passi dal centro storico di Reggio Emilia. I capannoni con edificio annesso si trovano tra via Pirondi e via Chiesi (laterale di via Emilia all’Ospizio).E’ lì che sorgono i resti della storica falegnameria Marzi, una delle imprese un tempo più vicine al centro cittadino. Lo scheletro dei capannoni riporta agli anni 70, quando la falegnameria lavorava a pieno regime. Nel primo decennio del Duemila si pensò anche al recupero degli stabili della falegnameria con un intervento che mirava a coniugare memoria e innovazione, con uffici, negozi e servizi. Ma poi non se ne fece nulla.

Un piccolo gruppo che sventolava bandiere comuniste con falce e martello ha cantato slogan e acceso alcuni fumogeni rossi rallentando l’inizio del discorso del sindaco di Reggio Emilia Marco Massari nel corso della commemorazione dei 5 martiri del 7 luglio 1960 con appuntamento alle 18 in piazza Martiri del 7 luglio. Relatore della cerimonia che ricorda i cinque uccisi durante gli scontri con la polizia: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, è stato Walter Veltroni.

“Gorganza Rewind-Tutto in una Notte” – una manifestazione poetico-musicale-astronomica, in calendario a Cavriago, per sabato 11 luglio 2026, dalle ore 18.00 alle ore 06.00, nell’area feste Avis – potrebbe essere una risposta minimalista o situazionista al catastrofico gigantismo dell’Rcf Arena, che ha regalato a Reggio una figuraccia internazionale. Concerti che si contano sulla punta delle dita e poi cancellati, ma per fortuna avremo Elisa… nel settembre 2027. Rewind, riavvolgere, si diceva. Gorganza, nel territorio di Cavriago, è stato un luogo storico di memoria dei reggiani, un luogo in cui fu allestita per decenni la festa dell’Unità, kermesse politica e culturale che si svolse dal 1967 al 1990. La manifestazione ha ospitato concerti rock, proiezioni cinematografiche e dibattiti di livello nazionale. L’area in cui si teneva la festa oggi è privata e recintata. Reggio Emilia è stata per anni una piazza importante per la musica rock. Il Palazzetto dello sport di…

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Non siamo più dentro una democrazia fiscale. Siamo dentro un meccanismo stanco, logoro, ripetitivo, dove a pagare sono sempre gli stessi e a ricevere sono sempre altri. La chiamano solidarietà. La chiamano bonus. La chiamano sostegno. La chiamano attenzione alle fragilità. Belle parole, pulite, istituzionali, pronte per i comunicati stampa. Ma poi arriva la bolletta, arriva la tassa, arriva la TARI, arriva l’ennesimo aumento, e chi deve mettere mano al portafoglio è sempre lo stesso cittadino: quello che lavora, dichiara, possiede qualcosa, non evade, non urla, non occupa, non pretende, non minaccia. Sempre lui. La Costituzione italiana non parla di questo. Non dice che una parte del Paese deve essere spremuta fino all’ultima goccia per mantenere in piedi un sistema di bonus, sconti, agevolazioni e prebende distribuite a pioggia. L’articolo 53 parla di capacità contributiva e di progressività. Due parole serie. Due parole alte. Due parole che dovrebbero significare giustizia,…

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Dopo un processo durato circa un’ora e mezzo, terminate le circa 4 ore di Camera di consiglio, la Corte di Assise di Alessandria, ha emesso la sentenza di primo grado per la sparatoria alla Cascina Spiotta, il 5 giugno 1975, dove morirono l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso e uno dei capi delle Brigate Rosse, Margherita Cagol, detta Mara, allora moglie del teorico delle Br, Renato Curcio. Lo scontro a fuoco avvenne durante il tentativo dei carabinieri di liberare l’imprenditore vinicolo Vittorio Vallarino Gancia sequestrato, sequestrato dai terroristi. Per l’omicidio del carabinieri Giovanni D’Alfonso i giudici hanno condannato a 6 anni Lauro Azzolini, oggi 79enne reggiano di Casina (prima foto a sinistra), applicando la continuazione con le precedenti condanne tra cui l’ergastolo per la strage di via Fani. Gli stessi giudici hanno ritenuto poi di non dover procedere nei confronti degli ex Br Renato Curcio e Mario Moretti dichiarando il reato…

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«Io sono anche Andrea», ma questo non significa attenuare di un solo millimetro la responsabilità di chi ha ucciso Raffaele Stipa. Non significa spiegare l’inspiegabile, né trasformare un assassino in una vittima. Non significa cercare giustificazioni psicologiche o sociologiche a un delitto che resta atroce, inaccettabile e irreparabile. La giustizia dovrà fare il suo corso e la responsabilità personale rimane intatta. Ma una comunità non può fermarsi dove finisce il codice penale. Io sono Raffaele, perché chiunque si riconosce in quell’uomo che preparava pizze, lavorava, sorrideva e teneva insieme, con la forza silenziosa della normalità, un pezzo della nostra città. Ma io sono anche Andrea. Lo sono perché quella parte oscura che, nel suo caso, ha trovato una manifestazione tragica, appartiene, in forme diverse, alla condizione umana. Ognuno di noi convive con fragilità, paure, ossessioni, rabbie, squilibri. La differenza è che quasi sempre riusciamo a negoziare con le nostre ombre.…

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L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (Opg) di Reggio Emilia, attivo dal 1896 al 2015, è stato uno dei principali manicomi criminali italiani, convertito da un ex convento del XVII secolo.Nel 1910 fu ampliato. Dal 1930, con il codice Rocco, assunse la sua fisionomia definitiva di manicomio criminale. Tra i tanti ospiti tristemente famosi, accolse nelle sue celle anche la saponificatrice di Correggio Leonarda Cianciulli.Nel 1991 la struttura centrale chiuse, trasferendo le attività in via Settembrini. L’Opg ha cessato l’attività nel 2015 a seguito della legge di riforma. Le cartelle cliniche dal 1927 in poi sono depositate presso l’archivio del San Lazzaro, offrendo uno spaccato sulla psichiatria forense locale. Oggi la struttura di vicolo dei Servi, che mantiene intatto il suo fascino sinistro, è abbandonata e aperta ai visitatori solo in alcune giornate in particolare, come quella recente del Fai.

Domenica in via Bolognesi, laterale di viale Trento Trieste, nella zona della stazione dei locali treni, nel quartiere della Gardenia, i cassonetti stracolmi di immondizia, con i sacchi scaricati e lasciati anche a bordo strada e un discreto tanfo. Non è certo un bel vedere.

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