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In seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, Conad Centro Nord ha diffuso oggi pomeriggio la seguente nota. Conad Centro Nord rileva che la disposizione del Consiglio di Stato, pubblicata in data odierna a seguito dell’udienza dell’8 ottobre 2026, non muta il quadro complessivo e impone soltanto di non effettuare ulteriori abbattimenti di alberi, cosa peraltro già prevista dal progetto. I lavori, autorizzati con Permesso di Costruire rilasciato nel febbraio 2026, erano inizialmente programmati con avvio il 3 agosto, d’intesa con il Comune al fine di limitare le possibili interferenze con le attività dell’istituto scolastico adiacente all’area di intervento. L’avvio delle attività è stato tuttavia possibile solo a partire dal 30 settembre, una volta rese possibili le condizioni necessarie per l’accesso e lo svolgimento dei lavori in sicurezza. Il pronunciamento odierno si inserisce in un quadro già definito dal TAR di Parma che, con ordinanza del 22 luglio scorso, ha…

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Il bosco di Ospizio non c’è più, ma è salvo. Il Consiglio di Stato ha bloccato l’abbattimento di ulteriori alberi, nonostante siano stati circa 100 quelli già spazzati via e accatastati dalle ruspe dal 30 settembre scorso. Con un’ordinanza pubblicata oggi, la Quarta sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare che era stato presentato da Legambientee e ha sospeso gli atti del Comune che autorizzano il progetto Conad, ma solo per l’abbattimento di ulteriori alberi. Non è previsto alcuno stop generale ai lavori. La decisione ribalta quella del Tar di Parma, che a luglio aveva respinto la sospensiva, e otto giorni dopo il no dello stesso Consiglio di Stato a uno stop immediato. Il 1° ottobre il presidente della sezione aveva ritenuto che si potesse attendere l’udienza, e nel frattempo il taglio è proseguito. La misura è provvisoria: i giudici non si sono pronunciati sulla legittimità del progetto…

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“Prendo le distanze dall’occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati, così come in ogni altro luogo del mondo”. Sarebbe questa la “ulteriore presa di distanza, esplicita, dalle politiche del governo Netanyahu” pretesa da Reggio Children nei confronti degli insegnanti di scuole dell’infanzia ebraiche, attesi dall’11 ottobre in visita agli asili reggiani. Richiesta che, come noto, ha portato oggi un centinaio di insegnanti di scuole ebraiche americane a rinunciare alla visita, confermata invece da 25 loro colleghi israeliani. E’ quanto sostiene, citando uno screenshot ottenuto dal giornale, il Jewish Insider, testata giornalistica digitale fondata nel 2015 a Washington D.C., legata alla comunità ebraica. In un lungo e dettagliato articolo firmato da Haley Cohen – dal titolo “Jewish preschool educators forced to condemn Israel to attend Reggio Emilia conference” (Educatori di scuole materne ebraiche costretti a condannare Israele per partecipare alla conferenza…

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Riportiamo qui sotto in versione integrale una presa di posizione di Verdi, Sinistra, Rec e Possibile sulla vicenda di bosco Ospizio. “La risonanza della vertenza del Bosco Ospizio ha da tempo superato i confini cittadini e, grazie allo sforzo dei promotori e alla situazione climatica, sta avendo un richiamo nazionale. Questo oltre a portare solidarietà ha portato a conclusioni parziali e offese anche di carattere personale alla nostra assessora Carlotta Bonvicini.Vedere quello che sta succedendo a Bosco Ospizio fa male anche a noi. La rabbia la capiamo, perché noi stessi abbiamo preso posizione perché pensiamo che non sia più il tempo per questo tipo di progetti e di approccio. C’è però un limite da non travalicare anche quando si è arrabbiati. Troviamo gravi, ingiuste quindi inaccettabili le parole rivolte all’Assessora Bonvicini indicata pubblicamente come una delle «principali artefici della strage». La critica politica non giustifica la gogna personale né soprattutto…

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Ruspe al lavoro nel bosco di Ospizio di Reggio Emilia, sull’area di 4,5 ettari dell’ex foresta cittadina cresciuta spontaneamente si sta già scaricando la sabbia per poi gettare velocemente la colata di cemento. Dal 2 di ottobre sono stati abbattuti circa 100 alberi dalle ruspe, come testimonia questa foto che mostra l’attuale spianata. Gli abbattimenti delle piante sono iniziati nonostante sia fissata solo oggi, giovedì 8 ottobre, la Camera di Consiglio del Consiglio di Stato chiamata a esaminare la richiesta cautelare di sospensione dei lavori, dopo che circa una settimana fa non aveva concesso lo stop immediato al cantiere, respingendo la richiesta di una misura cautelare monocratica urgente presentata da alcuni cittadini e da Legambiente Reggio Emilia. Inoltre il Corriere della Sera (nella sezione natura) rivela oggi che l’indagine speditiva della Stazione Teriologica Piemontese ha evidenziato nel bosco la presenza di almeno 9 specie di chirotteri (pipistrelli) e altri animali…

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Uno lancia sassi contro le automobili in zona stazione. Un altro, secondo la cronaca, ubriaco per strada, aggredisce gli agenti e danneggia una volante. Due episodi diversi, una domanda molto semplice: il cittadino che cosa deve fare? Uscire di casa con il casco, cambiare marciapiede o raccomandarsi alla fortuna? Perché il punto è proprio questo. Dietro ogni notizia ci sono persone che possono essere colpite, spaventate, danneggiate. C’è chi va al lavoro, chi torna a casa, chi accompagna un figlio, chi apre un negozio. Gente che non ha scelto di partecipare a una rissa, né di diventare il bersaglio della rabbia altrui. Eppure può ritrovarsi coinvolta mentre sta semplicemente vivendo la propria giornata. Leggendo queste notizie, provo soprattutto rabbia per questa normalità messa sotto pressione. Possibile che il diritto di camminare tranquilli debba sembrare una pretesa esagerata? Possibile che chi chiede sicurezza debba sempre cominciare giustificandosi, come se desiderare strade…

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La distruzione del Bosco Ospizio ha ricordato la Blitzkrieg (guerra lampo che consiste nel rapido intervento di forze corazzate per superare quella di logoramento). In poche ore è stato cancellato un ecosistema che si era creato in decine e decine di anni. Ogni tipo di vegetazione è stata brutalmente spazzata via dalla potenza dei cingolati protetti da un massiccio impiego delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Gli alberi sono stati stroncati con la benna di una ruspa. Non sarà possibile conteggiare i danni arrecati all’ambiente, sono però doverose alcune puntualizzazioni sulla sorte delle grosse e ben visibili piante eliminate. Delle 98 sacrificate ben 72 sono state abbattute per “motivi edilizi”: 21 tigli, 20 platani, 10 aceri, 5 frassini, 4 ippocastani, 3 noci, 1 abete, 1 mirabolano, 1 robinia, 1 cedro, 1 tuia. Praticamente fatti sparire quasi tutti i tigli e platani del Parco dell’antico Ricovero degli anni ’70. Non erano…

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Continuano i lavori sulle facciate della sede vescovile in piazza Prampolini. Svelata una parte della facciata del Palazzo dei Canonici che dopo anni vede rinnovata la sua bellezza. Posta il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari su Fb: “Un altro importante tassello nella cura del cuore della nostra città.Il restauro del Palazzo dei Canonici restituisce bellezza e valore a un edificio fondamentale della storia di Reggio Emilia e contribuisce a rendere ancora più curata e accogliente Piazza Prampolini, uno spazio che ogni giorno appartiene a tutti noi e che rappresenta il cuore della città oltre che uno dei principali biglietti da visita per chi viene da fuori.Grazie all’Arcivescovo Giacomo Morandi, alla Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, alla Fondazione Pietro Manodori, alla CEI e a tutti i professionisti e le maestranze che hanno reso possibile questo importante intervento.Prendersi cura della nostra storia significa prendersi cura della città e delle persone…

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La fermata del tram di Corso Garibaldi trasformata in un letto di fortuna, mentre alle 7 del mattino la città si muove frenetica tra chi va al lavoro e chi a scuola. Nessuno ha il tempo di guardare e di riflettere. La scena si ripete da qualche giorno, anche oggi sotto la pioggia. Per fortuna la fermata del tram ha una tettoia e l’uomo che dorme è quasi asciutto e al riparo dall’acqua. Davanti a scene come questa, se diventano la normalità, non si tratta più di parlare del centro storico quale ex salotto buono della città. Ci dispiace prima di tutto per chi non sa provare tristezza per quest’uomo costretto a vivere in condizioni del genere. Ci dispiace per chi non lo nota, non lo vede.Speriamo che a questo sfortunato signore la città delle persone appaia almeno in sogno.

Nel giorno in cui il Comune ha annunciato lavori di riqualificazione in viale IV Novembre, zona stazione, Giova Battista Felice, già promotore del Comitato IV Novembre, oggi dissolto, scrive una lettera aperta all’amministrazione denunciando lo stato di degrado del quartiere e concludendo: “Ci avete abbandonato”. Il testo della lettera aperta: “Caro Assessore, come lei può vedere le lampade cinesi sono ancora appese lungo Viale IV Novembre. Mancano pochi giorni alla fine di ottobre. Lei si era impegnato a rimuoverle entro Ottobre 2026 e sono ancora lì. Cosa aspetta?Caro Assessore, lei che è responsabile del decoro urbano non vede quanto indecoroso è il quartiere della stazione? Cosa sta facendo per evitare che le nostre strade siano invase da rifiuti ingombranti e da ogni genere di immondizia? Lei che è esperto di informatica, perché non si fa promotore di un sistema di video-sorveglianza che punisca gli incivili? Caro Assessore, che senso ha…

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