Cade un altro pezzo di città, Realco all’asta non solo vicenda aziendale
Cade un altro pezzo della città. E questa volta non cade in silenzio: cade con un avviso d’asta, con una data, con una cifra, con l’odore freddo delle carte di Tribunale. Realco va alla vendita all’asta: si parte da 40 milioni. Se la cessione complessiva non dovesse andare a buon fine, si passerà allo “spezzatino”, alla vendita per lotti, alla dispersione dei beni, degli immobili, dei magazzini, dei pezzi di una storia economica che non riguarda soltanto un’azienda, ma un intero territorio. Quando un patrimonio produttivo finisce all’asta, il problema non è più soltanto contabile. Non è più soltanto la somma di debiti, crediti, immobili, capannoni, offerte in busta chiusa e scadenze. Il problema diventa politico, sociale, urbano. Diventa una domanda secca: com’è possibile che una città come Reggio Emilia, che per decenni ha costruito la propria identità sul lavoro, sulla cooperazione, sulla distribuzione, sulla piccola e media impresa, sul…
Il Graffio. Corso Garibaldi saluta i negozi: 14 chiusi (+2), solo 3 aprono
Il bilancio di chiusure e aperture dei negozi in Corso Garibaldi, testimonia con i numeri come sia difficile oggi gestire un’attività commerciale nel centro storico di Reggio Emilia. Tra affitti, costi, tasse e spopolamento della città storica, sfangarla per i commercianti è davvero dura. L’elenco dei negozi chiusi in Corso Garibaldi negli ultimi anni Malavoglia, ristoranteOltre, ristoranteShibuia, ristoranteBar MilkBar dell’AngoloEdicola, negozioOtticoAntiquarioCalzolaioStile, abbigliamentoGeneri alimentariNegozio d’arteOggettisticaBigiotteria Prossime chiusureArcoirisStrumenti musicali, via Porta Brennone ApertureMeccanico bicicletteCaaf, Centro autorizzato di ssistenza fiscaleAbiti usati
Corso Garibaldi, dopo 30 anni giù la saracinesca di un altro storico negozio
Il centro di Reggio continua a perdere i suoi negozi storici. I motivi possono essere diversi. Ma il minimo comune denominatore è la mancanza di attrattive offerte ai potenziali clienti per fare “un giro” nel cuore della città. Il caro affitti, poi, ha un peso tutt’altro che trascurabile nei conti di fine anno. Ci sono, quindi, ragioni economiche. Nel caso di Rossana, elegante proprietaria del negozio di oggetti d’arte e gioielli realizzati a mano Arcoiris (Arcobaleno), in Corso Garibaldi a Reggio Emilia, a queste ragioni si unisce l’opportunità della pensione, che avrebbe forse rimandato se il futuro del commercio e della sua attività in particolare, aperta da 30 anni, fosse più roseo. Ci accoglie nel suo negozio, sorridente, in completo azzurro. Rossana, da quanto tempo gestisce Arcoiris? Sono circa trent’anni che ho questo negozio, in cui ho messo anima e cuore. Come mai la decisione di chiudere il negozio? Chiudo,…
Rcf Arena, se il grande contenitore non basta a garantire il successo
Quello che sta accadendo attorno alla RCF Arena non è soltanto una vicenda di concerti, festival annunciati, nomi cambiati, organizzatori che entrano ed escono, polemiche sui social e pubblico lasciato nell’incertezza. È qualcosa di più profondo. È il sintomo di un errore originario: avere immaginato una grande infrastruttura per eventi come se bastasse costruirla, inaugurarla, darle un nome importante e aspettare che il mercato facesse il resto. Ma il mercato, quando si parla di eventi da decine di migliaia di persone, non è una magia. È competenza, rete, affidabilità, reputazione, programmazione, capacità tecnica, rapporti internazionali, sicurezza, contratti, logistica, comunicazione. È una macchina complessa. E una macchina complessa, se viene affidata a pochi soggetti, o se sembra ruotare sempre attorno agli stessi nomi, rischia prima o poi di incepparsi. L’Arena non è un capannone da riempire quando capita. Non è un prato con un palco. Non è una scommessa privata travestita…
L’emergenza casa. Acer: entro la fine del 2027 pronti 250 appartamenti
Il governo, con il decreto del Primo Maggio, ha dato il via libera al Piano Casa. La dotazione iniziale è di circa 970 milioni di euro a cui verrebbero sommati 1,1 miliardi dai fondi di coesione, per un totale di circa 2,1 miliardi. “Il piano – si legge nel decreto – mira alla costruzione di 100.000 nuovi alloggi”. Inoltre saranno avviati interventi di recupero e ristrutturazione di circa 50.000 alloggi popolari che attualmente sono inagibili. Sulla situazione abitativa pubblica a Reggio Emilia, abbiamo rivolto alcune domande a Federico Amico, 54 anni, presidente di Acer (Azienda Casa Emilia-Romagna). Presidente, ci sono ricadute per Reggio Emilia? È presto per prevedere una stima precisa sui territori, non ci sono ancora indicazioni sui meccanismi di riparto dei fondi, sappiamo che non saranno omogenei nelle varie aree del paese. Il piano del governo si articola su cinque anni e sulla base di calcoli non precisi,…
Il futuro è adesso. La città smart che i reggiani non sanno di avere
Da sempre l’umanità immagina la città del futuro come un luogo ordinato, efficiente, liberato dalle storture del presente. Negli anni Venti gli architetti futuristi come Antonio Sant’Elia sognavano città verticali, strade soprelevate, trasporti veloci e razionali. Negli anni Sessanta il collettivo inglese Archigram disegnava moduli residenziali flessibili e infrastrutture capaci di adattarsi ai bisogni di chi le abita. Negli anni Ottanta, Blade Runner e Ritorno al Futuro ci promettevano auto volanti, robot domestici, servizi istantanei. Nel 2026 abbiamo la Carta d’Identità Elettronica. La chiave, ci dicono, che apre la porta della smart city. A Reggio Emilia, però, quella chiave è difficile da prenotare. Il linguaggio che escludePrima di parlare di cosa sta succedendo, vale la pena soffermarsi su come se ne parla. Smart City. Hub Urbano. Digital Twin. Gemello Digitale. IT Wallet. Sono espressioni anglofone o tecnocratiche che rendono irraggiungibile, già nel nome, la comprensione di cosa si stia costruendo.…
Lavoro. Sesena: l’80% dei contratti è a termine. E su Realco, futuro incerto
Il decreto Primo Maggio, approvato dal governo, contiene a parte alcune proroghe, bonus occupazionali e anche tre questioni importanti: la nuova indennità di vacanza contrattuale, il richiamo al “salario giusto” e la stretta sui rider. Sulle difficoltà che affliggono oggi il mondo del lavoro in generale, ma anche quello reggiano, abbiamo posto alcune domande al segretario della Cgil di Reggio Emilia, Cristian Sesena. Sesena, il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini afferma che i “960 milioni stanziati dal governo vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro”, perché? “E’ un provvedimento dal chiaro sapore propagandistico, non a caso, ancora una volta varato in occasione del 1 maggio a favore di social e telecamere.Gli stanziamenti sono tutti destinati all’incentivazione di assunzioni da parte delle imprese, senza un serio monitoraggio, ex post, se queste assunzioni avranno un esito stabile. In un momento in cui i salari, non solo non crescono, ma…
Spesa alle stelle, famiglie stremate e i silenzi della politica reggiana
C’è una domanda che nella provincia di Reggio Emilia andrebbe posta con serietà, senza accuse avventate e senza propaganda: chi sta davvero controllando l’andamento dei prezzi alimentari? Non affermo l’esistenza di cartelli, accordi illeciti o intese tra operatori della grande distribuzione. Sarebbe grave dirlo senza prove. Ma quando una famiglia entra al supermercato con cento euro ed esce con molte meno cose di prima, quando il carrello si alleggerisce e lo scontrino si appesantisce, il silenzio della politica locale diventa un problema. Le famiglie non vivono di statistiche. Vivono di pane, latte, pasta, olio, bollette, affitti, mutui, benzina, medicine, figli e anziani da assistere. Quando i prezzi aumentano, anche poco, per chi ha redditi bassi o medi quel “poco” diventa rinuncia quotidiana. Si compra meno, si sceglie il prodotto più economico, si rimanda una visita, si taglia dove si può. La grande distribuzione è oggi uno dei luoghi centrali della…
Quelli di Ospizio non si arrendono: giù le mani dal Bosco urbano
C’è un “polmone verde urbano” a Reggio Emilia da tempo al centro di un contezioso ambientalista. È il cosiddetto “Bosco di Ospizio”, un’area verde spontanea di circa 4 ettari situata lungo la via Emilia in direzione Modena, un luogo che ospitava la casa di riposo per anziani (lo storico ex ospizio cittadino). Il destino del “Bosco” è stato riportato al centro dell’attenzione cittadina con una manifestazione, organizzata, alcuni giorni fa, dal “Collettivo spontanee per Bosco di Ospizio”, partita da piazza Prampolini e arrivata nell’area che sembra destinata a scomparire. Al civico 91, di via Emilia Ospizio, nell’ambito del Circuito Off di Fotografia europea 2026, il Collettivo ha allestito una mostra sul tema. L’area è al centro di un acceso dibattito pubblico a causa del progetto di riqualificazione urbanistica. Il “Bosco” è stato acquistato dal Conad Centro Nord e prevede la costruzione di un nuovo superstore; l’attivazione di servizi pubblici, quali…









Lavoro. “L’Ai è già qui, il cambiamento va guidato con la partecipazione”
Sul decreto “Primo Maggio” approvato dal governo contiene a parte alcune proroghe, bonus occupazionali e anche tre questioni importanti: 1) la nuova indennità di vacanza contrattuale.2) Il richiamo al salario giusto contrattuale e la stretta sui rider. E 3) Il segretario della Cgil Landini afferma che: “I 960 milioni stanziati dal governo vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro”. Su questi temi abbiamo rivolto 4 domande a Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale. Segretaria Papaleo, qual è la posizione del suo sindacato? Il decreto Primo Maggio va nella direzione giusta quando afferma che i soldi pubblici non devono arrivare a chi sottopaga i lavoratori o applica contratti al ribasso. Se sei un sindacato pirata, devi essere messo alla porta. Punto. Il salario giusto è il trattamento economico completo dei veri contratti nazionali, quelli firmati dalle organizzazioni più rappresentative, quelli che portano con sé paga, tutele, diritti, tredicesima,…
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