Da Novellara girò il mondo. Vezzani, anarchico e pittore che difese Bresci
Alla numerosa schiera di militanti anarchici trascurata dalla storiografia, che meriterebbero più considerazione, appartiene anche il pittore novellarese Felice Vezzani. Amico e compagno di Errico Malatesta, Luigi Fabbri e Camillo Berneri, Vezzani fu in contatto con tutto il fuoriuscitismo anarchico in Francia. Intrattenne rapporti epistolari con Luigi Bertoni, il tipografo anarchico milanese che fondò in Svizzera il settimanale bilingue “Reveil-Il Risveglio”. La sua modesta casa parigina, sita nel quartiere di Passy, per diversi anni fu il punto d’incontro di tutti gli esuli che arrivavano in Francia. Il commissario dell’Ambasciata italiana a Parigi, infatti, comunicò alla sede centrale di Roma: “È a lui che fanno capo gli anarchici italiani e particolarmente quelli delle Romagne, che vengono a stabilirsi o transitano a Parigi. Egli posa da gros bonnet dell’idea anarchica ed assiste a quasi tutte le importanti manifestazioni libertarie”. Nato il 26 maggio 1855 a Novellara (RE) dal venditore ambulante di formaggi…
Dall’appartamento, all’osteria che li vide nascere: Br, sanguinosa storia reggiana
Chi erano i brigatisti reggiani (nella prima foto, da sinistra, i brigatisti reggiani Lauro Azzolini, Franco Bonisoli, Alberto Franceschini, Roberto Ognibene, Prospero Gallinari e Fabrizio Pelli) «Della lotta armata cosa è rimasto oltre i morti?», si chiedeva un anonimo ex brigatista molti anni dopo quella sanguinosa stagione, una stagione riemersa alcuni fa, riportando sulle pagine dei media nazionali e locali il nome dell’ex brigatista rosso reggiano Lauro Azzolini, oggi ultraottantenne. Nel settembre 2024, è stato riaperto a Torino il processo per i fatti di Cascina Spiotta (Acqui Terme-AL), avvenuti il 5 giugno del 1975, in seguito al rapimento dell’imprenditore dello spumante Vittorio Gancia, per il quale Azzolini era stato prosciolto in istruttoria nel 1987, provvedimento revocato in seguito alla riapertura delle indagini. Ascoltati in veste di testimoni dai pm torinesi anche gli ex br reggiani Tonino Loris Paroli, Attilio Casaletti (recentemente scomparso). In quel conflitto a fuoco morirono l’appuntato dei…
Il 23 giugno di 82 anni fa la strage della Bettola: uccisi in 32
Il 23 giugno 1944, alla Bettola di Vezzano s/C si consumò la seconda strage, dopo Cervarolo, compiuta dai nazisti, supportati dai fascisti della Rsi. La sera del 22 giugno era avvenuto uno scontro a fuoco tra partigiani e tedeschi, che subirono la perdita di tre soldati. Per rappresaglia i tedeschi uccisero 32 persone fra cui un bambino.Vogliamo ricordare quella notte di 82anni fa con alcuni stralci della testimonianza del maggiore Tullio De Prato, allora collaudatore delle Reggiane, che all’epoca era proprietario di un piccolo podere in località Cuccagna, poco sopra la Bettola, dove era sfollato con la famiglia. Dalla sua casa passarono i partigiani sia il giorno precedente il fallito attacco al ponte sia la notte della strage durante la loro fuga. «Tre ragazzi, vestiti in modo disuguale e provvisti di una coccarda tricolore al bavero, bussarono alla mia porta. I tre giovani, studenti dall’aspetto e dall’eloquio, rimasero a mangiare…
Eboli (2) Gli anni di piombo, il caso Pemba e la caduta del sindaco Benassi
Marco Eboli (*), classe 1961, ci conduce in questa storia, che si mescola alla sua personale, e che ripercorre in 3 tappe (questa è la seconda) una parte del cammino della destra reggiana dal dopoguerra ai nostri giorni. Dall’adolescenza trascorsa con la famiglia nel quartiere popolare roccaforte della sinistra, alla scelta della militanza nel Msi compiuta a soli 16 anni. Dalle assemblee studentesche finite in caserma dai carabinieri, agli anni di piombo. Dal caso Pemba, alla caduta della giunta monocolore comunista guidata da Ugo Benassi, fino alla storica stretta di mano tra il missino Gianfranco Fini e il segretario del Pds Walter Veltroni, avvenuta alla festa nazionale dell’Unità del Campovolo nel 1993, Marco Eboli, una vita per la destra, è stato un protagonista, un osservatore e oggi anche un testimone di una lunga stagione della politica reggiana. Lei è sempre stato di destra, proviene da una famiglia di destra? Mio…
Quel genio di Bibbiano che per primo studiò Leonardo artista-scienziato
Una gloria reggiana di cui si è di recente celebrato il secondo centenario della morte è il fisico bibbianese Giovanni Battista Venturi (1746-1822). Venturi non è solo una figura importante in quanto tale, per il contributo che ha offerto ai progressi della fisica e della storia della scienza, i principali campi a cui si è applicato, ma anche perché, durante la sua lunga parabola biografica e scientifica, si è trovato a convivere con regimi politici estremamente diversi, in un’epoca di rapidi e profondi cambiamenti, che per qualche aspetto può essere confrontata con l’attuale. Venturi nasce a Bibbiano l’11 settembre 1746 da Gian Domenico, notaio e perito agrimensore, e da Domenica Galliani. La famiglia era composta anche da una sorella maggiore, Domenica, e dal fratello Giammaria (1754-1819), avvocato, perito agrimensore e ingegnere idraulico. Dopo una prima educazione in famiglia, Venturi entra all’età di undici anni nel Seminario-Collegio di Reggio Emilia, ambiente…
L’antenna è in via Marzabotto, sul cartello dei lavori c’è via IV Giornate di Napoli
Le giornate umide e afose possono aiutare la proliferazione nel sottobosco dei miceti. La nostra smania di comunicare camminando o facendo qualsiasi altra cosa invece fa spuntare pali per la radiocomunicazione. Non siamo né moralisti né sostenitori delle scie chimiche o di altri complotti radiomagnetici. Constatiamo. Tra via Marzabotto e via Luciano Manara, località Rosta Nuova, è spuntato un “fungo” del secondo tipo, metallo argentato, che farà compagnia a quell’altro piantato, poco distante, tra via Quattro Giornate di Napoli e via Martiri di Cervarolo.
Br. Cascina Spiotta: chiesti 21 anni per Azzolini, ergastolo Curcio e Moretti
Ergastolo per l’ex ideologo delle Brigate Rosse Renato Curcio, allora marito del capo brigatista Mara Cagol, che nella sparatoria della Cascina Spiotta perse la vita, e il capo della colonna romana, Mario Moretti, 21 anni per il reggiano di Casina, Lauro Azzolini, accusato di essere il terzo uomo sul posto.Sono le condanne chieste dalla pubblica accusa in Corte d’assise ad Alessandria ai tre ex brigatisti processati per i fatti della Cascina Spiotta avvenuti il 5 giugno 1975. Il pm Emilio Gatti ha spiegato di non poter proporre attenuanti per Renato Curcio e Mario Moretti, ma ha fatto presente ai giudici che “la pena si può adattare alla persona: esistono diversi strumenti come per esempio la ‘continuazione’” che però “non posso essere io a chiedere”. Per Lauro Azzolini, che nel corso del processo ha ammesso la propria presenza alla Cascina Spiotta durante lo scontro a fuoco in cui perse la vita…
Castagnetti su Ruini: prete, ma anche uomo politico. E a che livello…
Abbiamo chiesto all’onorevole Pierluigi Castagnetti una breve dichiarazione sulla figura del cardinale Camillo Ruini: “Sosteneva che se non si fosse fatto prete gli sarebbe piaciuto fare l’uomo politico. È riuscito a fare entrambe le cose. E a che livello! Era veramente il consigliere più stimato e ascoltato del Papa San Giovanni Paolo II”.
Morto a 58 anni Igor Protti, cannoniere di razza
E’ morto Igor Protti. Ex attaccante con il vizio del gol, è stato vinto da una malattia a 58 anni.Igor Protti indossò la maglia granata nella stagione 1998-1999 in serie B e con la Reggiana mise a segno 7 reti in 24 presenze. La società lo ha ricordato in una nota: “AC Reggiana si unisce a tutta la famiglia granata e al mondo del calcio nel dolore per la scomparsa all’età di 58 anni di Igor Protti. La Società porge le più sentite condoglianze alla famiglia Protti. Ai suoi cari si rivolge il pensiero di tutta l’AC Reggiana”. Igor Protti, nato a Rimini, in carriera ha indossato le maglie di Rimini, Virescit Bergamo, Messina, Bari, Lazio, Napoli e Reggiana, e poi quella del Livorno. Era noto per le sue reti, fu capocannoniere in C, in B e in serie A.









Il fisco strangola il ceto medio: pagano gli stessi e il ‘nero’ non frena
C’è un punto oltre il quale la parola tasse non basta più. Bisogna chiamarla con il suo nome vero: pressione quotidiana. Pressione sulla busta paga, sulla pensione, sulla piccola impresa, sull’artigiano, sul commerciante che apre la serranda, sul professionista che emette fattura, sul proprietario che dichiara l’affitto, sul pensionato che dopo una vita di lavoro continua a vedere trattenute, addizionali, conguagli, acconti e saldi. La notizia è lì, stampata nero su bianco: pressione fiscale italiana al 42,9%. Una lievissima discesa rispetto al 43,1% del 2025, ma sempre dentro una gabbia fiscale tra le più pesanti d’Europa; secondo le stime citate dalla Cgia, nel 2027 potrebbe addirittura tornare al 43,2%.Ora, diciamolo senza troppi giri: chiamare “diminuzione” una limatura di questo tipo è quasi una presa in giro. È come togliere un sassolino da una valigia piena di mattoni e dire al contribuente: “Vedi? Adesso viaggi leggero”. A Reggio Emilia e provincia…
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