SpazioReggio

Giovanni Tarquini, ex candidato del centro destra alle elezioni comunali del 2024, sul cosiddetto “bosco di Ospizio”, si smarca dai suoi ex alleati.In un post pubblicato nel profilo Reggio Civica, di cui è esponente, scrive – del nuovo centro commerciale previsto nell’area di 4,5 ettari oggi occupata dal cosiddetto “bosco Opsizio” – “Altro che struttura di vicinato… per darvi un metro di paragone la dotazione di parcheggi autorizzata al Conad di Ospizio è la medesima del Conad Le Colline; dotazioni che se sommate superano di oltre 1/3 il numero degli stalli di parcheggi a strisce blu (peraltro a pagamento) dell’intera città’; se autorizzi la realizzazione di un nuovo Conad con una dotazione di 691 parcheggi gratuiti, con una apposita rotonda sulla via Emilia per agevolare l’accesso delle automobili provenienti da tutti i sensi di marcia, non realizzi una struttura di vicinato coerente con le linee del Pug la famosa “Città…

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La mattina presto, nella landa deserta di piazza della Vittoria, buia la notte e rosolata dal sole di giorno, segnali di vita provengono dal Fontanone del Teatro Valli che da qualche tempo è tornato a zampillare e dove si abbeverano i piccioni. Negli anni Ottanta un progetto dell’architetto Maria Cristina Costa, che vinse il bando per la riqualificazione della piazza, prevedeva di portare il verde dai Giardini pubblici verso la città.Poi è stato fatto il contrario, con il cemento che va verso il Parco del Popolo. Chiederemo all’architetto Costa, se ci vorrà rispondere, che ne è stato del suo originario disegno.

ll Parco Quattro Giornate di Napoli, nel quartiere della Rosta Nuova. Dopo il violento nubifragio dello scorso 15 luglio, l’area verde è temporaneamente chiusa al pubblico per lavori di messa in sicurezza e ripristino delle piante danneggiate. Attorno al parco crescono i rifiuti abbandonati vicino ai cassonetti, dando luogo a una percezione di degrado che i cittadini ci segnalano.

A Reggio Emilia, dopo Ferragosto, non tutti riapriranno. Diverse serrande rimarranno abbassate, alcune forse per sempre. Dietro ciascuna di esse non c’è soltanto un negozio che chiude: ci sono famiglie, sacrifici, debiti, anni di lavoro e persone che hanno smesso di credere nel futuro di questa città. La verità, ormai, è sotto gli occhi di tutti: Reggio Emilia sta diventando una città fantasma. Basta attraversare il centro storico senza farsi ingannare dalle fotografie ufficiali, dalle inaugurazioni, dagli eventi organizzati per qualche ora o dalle solite dichiarazioni trionfali. Bisogna camminare nelle strade vere, osservare le vetrine vuote, contare i cartelli “affittasi”, guardare le serrande sporche e ascoltare il silenzio che ha preso il posto della vita. Ogni negozio che chiude spegne un pezzo di città. E quando le luci delle attività commerciali scompaiono, arrivano il degrado, l’insicurezza e l’abbandono. Le persone cambiano strada, le famiglie smettono di frequentare il centro, gli…

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L’incendio che nel pomeriggio di martedì 18 agosto ha interessato alcuni pannelli fotovoltaici dell’Istituto D’Arzo di Sant’Ilario d’Enza è stato domato. Sul posto i tecnici della Provincia per le verifiche e la valutazione dei danni. È stato domato l’incendio che nel pomeriggio di martedì 18 agosto ha interessato alcuni pannelli dell’impianto fotovoltaico dell’Istituto D’Arzo di Sant’Ilario d’Enza. La Provincia di Reggio Emilia si è immediatamente attivata e i tecnici dell’ente hanno raggiunto subito la scuola e sono ancora sul posto per verificare l’entità dei danni. Sul posto è presente anche la dirigente scolastica dell’istituto. Sono intervenuti anche i tecnici del Comune, a supporto delle verifiche in corso. Una volta ricostruito l’accaduto, anche sulla base della relazione dei Vigili del fuoco, i pannelli danneggiati saranno immediatamente sostituiti, così come saranno nel frattempo attivate tutte le forme di tutela patrimoniale rispetto ad ogni eventuale responsabilità accertata. La Provincia ringrazia i Vigili del…

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“Noi cittadine e cittadini di Reggio Emilia chiediamo a Conad Centro Nord e al Comune di aprire un percorso negoziato per migliorare volontariamente il progetto previsto nell’area di Ospizio”. Inizia così un lungo testo – dal titolo “Firmiamo per costruire meglio” – che da questa mattina ha iniziato a circolare su whatsapp finalizzato “non a stabilire chi debba vincere e chi debba perdere, ma a superare una contrapposizione che rischia di lasciare alla città soltanto ferite, diffidenze e occasioni mancate”. Insomma, dal “fermiamo” al “firmiamo”, così da poter uscire dall’impasse. Il testo – per il quale si raccolgono firme attraverso il classico form Google – propone una soluzione di compromesso chiedendo “una sospensione temporanea e concordata delle ruspe e delle trasformazioni irreversibili, limitata al tempo strettamente necessario per verificare soluzioni progettuali migliorative: non uno stop all’intervento, ma una pausa responsabile per aprire una trattativa concreta”. Riconoscendo – con pragmatico cerchiobottismo…

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Da sindaco di Reggio Emilia considero le preoccupazioni espresse in queste settimane sul futuro dell’area di Ospizio una questione seria, che merita ascolto, rispetto e risposte altrettanto serie. La tutela del territorio, del verde e della qualità ambientale della nostra città è una responsabilità che sento, tanto più in una fase nella quale gli effetti del cambiamento climatico ci impongono di ripensare il modo in cui costruiamo, rigeneriamo e rendiamo più resilienti le nostre città. Per questo comprendo le ragioni ideali che animano il movimento di cittadini nato in difesa dell’area e ho letto con attenzione la lettera aperta che mi è stata inviata da un gruppo di docenti universitari. Le opinioni critiche, quando sono espresse con competenza e spirito civico, non sono un ostacolo per un’Amministrazione, sono parte della vita democratica di una comunità. Proprio perché questa discussione merita rispetto, credo sia necessario ricostruire con chiarezza la storia e…

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L’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Reggio Emilia, Carlo Pasini, interviene con alcune precisazioni in merito alle affermazioni diffuse nei giorni scorsi a mezzo stampa circa la gestione degli spazi destinati a servizi pubblici all’interno del PRU-IP6-Ospizio, in via Emilia Ospizio.  Confermando la corretta lettura della convenzione firmata davanti al notaio Manzini fatta da SpazioReggio (qui il nostro articolo). “Credo che su un tema così importante come quello della riqualificazione del Pru Ospizio sia doveroso discutere nel merito, ma altrettanto doveroso farlo partendo dai documenti e dai loro contenuti effettivi – afferma l’assessore Pasini -. Il consigliere Dario De Lucia sostiene che gli spazi destinati ad accogliere i servizi sociali del Polo Territoriale, la biblioteca e la Casa della Salute nel progetto Pru Ospizio non siano gratuiti ma prevedano un affitto da parte del Comune. È un’affermazione che non corrisponde a verità e che rischia di confondere due piani…

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Continua questo lunedì 17 agosto il presidio a difesa del bosco di Ospizio. I manifestanti dal 3 del mese vigilano sull’area e lo faranno sino alla fine del mese. Oggi però è stato modificato dalle autorità il luogo del presidio, portato più lontano dai cancelli e dagli ingressi, fuori dal perimetro del bosco. La manifestazione è stata autorizzata sulla via Emilia all’altezza del civico numero 126, il ché lascai presagire che i lavori di riqualificazione potrebbero ripartire a breve, anche se stamattina presto le ruspe erano ancora ferme.

Reggio Emilia non è diventata improvvisamente una città senza legge, ma negare il peggioramento della situazione significa prendere in giro i cittadini. Furti, spaccate, danneggiamenti, aggressioni, molestie, biciclette rubate e piccoli commercianti esasperati compongono ormai un quadro difficile da liquidare come semplice “percezione”. La microcriminalità non riempie sempre le prime pagine e raramente produce statistiche clamorose, ma avvelena lentamente la vita quotidiana. È quella che costringe il commerciante ad abbassare la serranda con l’ansia, l’anziano a cambiare strada, la donna ad accelerare il passo, il residente a controllare più volte di avere chiuso il portone. È una criminalità forse “piccola” per chi la osserva da un ufficio, ma enorme per chi la subisce. Il centro storico, la zona della stazione e diversi quartieri vivono una situazione che richiede risposte concrete. Non bastano più le passeggiate istituzionali, le fotografie con le divise, i tavoli sulla sicurezza e i comunicati rassicuranti. Servono…

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