SpazioReggio

A Reggio Emilia, quando si alza il coperchio, spesso si trova sempre la stessa zuppa. Cambiano i nomi, cambiano le quote, cambiano le società, ma attorno alla tavola siedono quasi sempre gli stessi commensali. È il filo rosso del potere reggiano: cooperazione, comunicazione, eventi, amministrazione pubblica, relazioni consolidate e quella fitta rete di rapporti che non sempre si vede, ma che spesso decide. La notizia è chiara: da C.Volo escono tre soci e Coopservice arriva al 93%. Una quota quasi assoluta. Di fatto, una presa di controllo piena. Restano briciole societarie attorno, ma il centro della stanza è occupato. E non escono soci qualsiasi. Esce Arena Campovolo, la società che portava con sé due nomi pesanti: Claudio Maioli, storico manager di Luciano Ligabue, e Ferdinando Salzano, fondatore di Friends & Partners. Non due figure decorative, ma due soggetti che nel mondo della musica, dei grandi eventi e dello spettacolo hanno…

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Ci sono quartieri che sembrano esistere solo sulle cartine del Comune. Quartieri nominati nei discorsi ufficiali, citati nei programmi elettorali, evocati quando fa comodo parlare di città diffusa, prossimità, partecipazione, rigenerazione urbana. Poi, però, quando si tratta di presenza concreta, cura quotidiana, sicurezza, decoro, ascolto vero, questi stessi quartieri diventano improvvisamente periferia dell’attenzione politica. San Pietro e Santo Stefano, a Reggio Emilia, conoscono bene questa sensazione. Non sono luoghi qualunque. Sono pezzi vivi della città, zone con storia, commercio, residenti, famiglie, anziani, attività economiche, problemi reali e potenzialità enormi. Non sono retrobotteghe urbane. Non sono passaggi secondari. Non sono spazi da ricordare soltanto quando bisogna tagliare un nastro, annunciare un evento, fare una fotografia o raccontare l’ennesima narrazione rassicurante della città che funziona. Eppure, da tempo, molti cittadini hanno l’impressione di essere trattati come abitanti di una Reggio minore. Una Reggio che paga, lavora, subisce, segnala, aspetta, ma riceve meno…

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Il 15 giugno 2026 Stati Uniti e Iran hanno annunciato l’accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz. La firma sul Memorandum d’intesa (MoU) da parte di Donald Trump è arrivata il 17 giugno. Per chi segue i mercati energetici, la notizia ha subito fatto scendere il Brent di circa il 14,3% rispetto al picco. Per chi fa il pieno al distributore, la verità è che non cambierà molto nell’immediato. La normalizzazione, avvertono armatori e analisti, richiederà settimane se non mesi. Lo Stretto è rimasto di fatto chiuso da fine febbraio 2026, per quasi quattro mesi. Le conseguenze di questa strozzatura non si smaltiscono con una firma. Circa 500 navi risultano ancora bloccate a ridosso del passaggio. Le operazioni di bonifica delle mine richiedono coordinamento internazionale. Le principali compagnie di navigazione giapponesi e asiatiche hanno già dichiarato che aspetteranno la piena formalizzazione operativa dell’accordo prima di ordinare ai propri comandanti di…

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“Tutto sbagliato, tutto da rifare”, come ripeteva spesso il vecchio ciclista Gino Bartali. La sua frase ben s’adatta alla situazione di piazza della Vittoria e agli annunciati progetti recenti di renderla un poco più verde e vivibile.Quel poco di verde, cioè gli alberi che nascondevano il colonnato di San Rocco, divenuto galleria a metà degli anni Cinquanta al posto del suggestivo porticato della Trinità, è stato azzerato dal progetto della piazza. Una piazza rifatta in mattoncini in luogo dell’asfalto, eliminando anche il plateatico. Una piazza da Bielorussia, con due fila di lampioni, una che taglia in due il teatro Ariosto e mette al buio il monumento ai Caduti. E passi per quello ai Caduti, ma anche quello alla Resistenza non è illuminato e non si capisce politicamente il perché.Invece si capisce benissimo perché gli alberi nella connessa piazza Martiri debbano essere cinque, tanti quanti sono stati i caduti in quel…

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La curiosa storia del bar di Porta Santo Stefano. Si dice che lo stesso architetto che lo costruì attorno agli anni Duemila, appena terminata l’opera, lo abbia guardato dicendo: Oddio, cos’ho fatto… Poco tempo dopo, vista la compattezza del bunker, si è interessato alla struttura un emissario di bin Laden che era a Reggio di passaggio. Tornato poi nella grotta in Afghanistan, ha mostrato le foto. Osama, appena viste, ha detto: “Col kaz”, preferendo nascondersi a Peshawar e tutti sanno com’è finita.La cubica struttura è stata infine acquistata da un ricco cittadino cinese che l’ha pagata in contanti al Comune. Ma il facoltoso cinese non parlava l’italiano, quindi, per capirsi si sono avvalsi di un traduttore trovato per strada in zona stazione. Quando il cinese ha finalmente capito che aveva acquistato un bar, si è incazzato a bestia, perché pensava che quella fosse una grande tomba da donare alla sua…

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C’è un punto oltre il quale la parola tasse non basta più. Bisogna chiamarla con il suo nome vero: pressione quotidiana. Pressione sulla busta paga, sulla pensione, sulla piccola impresa, sull’artigiano, sul commerciante che apre la serranda, sul professionista che emette fattura, sul proprietario che dichiara l’affitto, sul pensionato che dopo una vita di lavoro continua a vedere trattenute, addizionali, conguagli, acconti e saldi. La notizia è lì, stampata nero su bianco: pressione fiscale italiana al 42,9%. Una lievissima discesa rispetto al 43,1% del 2025, ma sempre dentro una gabbia fiscale tra le più pesanti d’Europa; secondo le stime citate dalla Cgia, nel 2027 potrebbe addirittura tornare al 43,2%.Ora, diciamolo senza troppi giri: chiamare “diminuzione” una limatura di questo tipo è quasi una presa in giro. È come togliere un sassolino da una valigia piena di mattoni e dire al contribuente: “Vedi? Adesso viaggi leggero”. A Reggio Emilia e provincia…

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Alla numerosa schiera di militanti anarchici trascurata dalla storiografia, che meriterebbero più considerazione, appartiene anche il pittore novellarese Felice Vezzani. Amico e compagno di Errico Malatesta, Luigi Fabbri e Camillo Berneri, Vezzani fu in contatto con tutto il fuoriuscitismo anarchico in Francia. Intrattenne rapporti epistolari con Luigi Bertoni, il tipografo anarchico milanese che fondò in Svizzera il settimanale bilingue “Reveil-Il Risveglio”. La sua modesta casa parigina, sita nel quartiere di Passy, per diversi anni fu il punto d’incontro di tutti gli esuli che arrivavano in Francia. Il commissario dell’Ambasciata italiana a Parigi, infatti, comunicò alla sede centrale di Roma: “È a lui che fanno capo gli anarchici italiani e particolarmente quelli delle Romagne, che vengono a stabilirsi o transitano a Parigi. Egli posa da gros bonnet dell’idea anarchica ed assiste a quasi tutte le importanti manifestazioni libertarie”. Nato il 26 maggio 1855 a Novellara (RE) dal venditore ambulante di formaggi…

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Il 23 giugno 1944, alla Bettola di Vezzano s/C si consumò la seconda strage, dopo Cervarolo, compiuta dai nazisti, supportati dai fascisti della Rsi. La sera del 22 giugno era avvenuto uno scontro a fuoco tra partigiani e tedeschi, che subirono la perdita di tre soldati. Per rappresaglia i tedeschi uccisero 32 persone fra cui un bambino.Vogliamo ricordare quella notte di 82anni fa con alcuni stralci della testimonianza del maggiore Tullio De Prato, allora collaudatore delle Reggiane, che all’epoca era proprietario di un piccolo podere in località Cuccagna, poco sopra la Bettola, dove era sfollato con la famiglia. Dalla sua casa passarono i partigiani sia il giorno precedente il fallito attacco al ponte sia la notte della strage durante la loro fuga. «Tre ragazzi, vestiti in modo disuguale e provvisti di una coccarda tricolore al bavero, bussarono alla mia porta. I tre giovani, studenti dall’aspetto e dall’eloquio, rimasero a mangiare…

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Oggi, 18 giugno 2026, 527mila studenti italiani si siedono al banco per la prima prova scritta della maturità. In provincia di Reggio Emilia sono 4.157 i candidati, distribuiti su 105 commissioni. È un numero sostanzialmente stabile rispetto agli anni scorsi. Il calo demografico che ha già ridisegnato nidi, materne e scuole primarie non ha ancora raggiunto con piena forza le aule del quinto anno. Per lo meno, non ancora. Dal 2027, gli effetti del declino demograficoLa coorte che si siederà agli esami di maturità fra un anno è quella che oggi frequenta la quarta superiore. Sono i ragazzi nati nel 2008, anno in cui la natalità in Italia aveva imboccato un declino che non si è più arrestato. Le proiezioni demografiche nazionali, elaborate dall’ISTAT, indicano che la popolazione nella fascia 19-24 anni scenderà nei prossimi due decenni di quasi 760mila unità rispetto ai livelli attuali. Gli effetti sul numero di…

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Le giornate umide e afose possono aiutare la proliferazione nel sottobosco dei miceti. La nostra smania di comunicare camminando o facendo qualsiasi altra cosa invece fa spuntare pali per la radiocomunicazione. Non siamo né moralisti né sostenitori delle scie chimiche o di altri complotti radiomagnetici. Constatiamo. Tra via Marzabotto e via Luciano Manara, località Rosta Nuova, è spuntato un “fungo” del secondo tipo, metallo argentato, che farà compagnia a quell’altro piantato, poco distante, tra via Quattro Giornate di Napoli e via Martiri di Cervarolo.

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