Dopo 55 giorni di prigionia, il 9 maggio di 48 anni fa, la tragica fine di Moro
Sono trascorsi 55 giorni dall’agguato di via Fani, quando il presidente della DC Aldo Moro è stato rapito dalle Brigate Rosse e la sua scorta è stata massacrata. Sotto i colpi delle BR guidate da Mario Moretti e Prospero Gallinari, muoiono gli agenti Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Il 9 maggio 1978 una telefonata delle BR comunica che il cadavere dello statista democristiano si trova nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, parcheggiata in via Caetani, al centro di Roma, tra le sedi della DC e quella del PCI. La tragica conclusione del rapimento avviene dopo diversi depistaggi, estenuanti trattative e feroci polemiche fra quelli che sostengono la linea della fermezza per non legittimare le BR (DC, PCI, PRI, PLI, ecc.) e quelli (PSI, Radicali e alcuni esponenti della DC) disposti a ricercare autonomamente, quindi senza una trattativa con le BR, una soluzione umanitaria…
Spesa alle stelle, famiglie stremate e i silenzi della politica reggiana
C’è una domanda che nella provincia di Reggio Emilia andrebbe posta con serietà, senza accuse avventate e senza propaganda: chi sta davvero controllando l’andamento dei prezzi alimentari? Non affermo l’esistenza di cartelli, accordi illeciti o intese tra operatori della grande distribuzione. Sarebbe grave dirlo senza prove. Ma quando una famiglia entra al supermercato con cento euro ed esce con molte meno cose di prima, quando il carrello si alleggerisce e lo scontrino si appesantisce, il silenzio della politica locale diventa un problema. Le famiglie non vivono di statistiche. Vivono di pane, latte, pasta, olio, bollette, affitti, mutui, benzina, medicine, figli e anziani da assistere. Quando i prezzi aumentano, anche poco, per chi ha redditi bassi o medi quel “poco” diventa rinuncia quotidiana. Si compra meno, si sceglie il prodotto più economico, si rimanda una visita, si taglia dove si può. La grande distribuzione è oggi uno dei luoghi centrali della…
Morto Montecchi: dalla pescheria Broletto, al comunismo libertario
Maurizio Montecchi è deceduto, lunedì 4 maggio, all’età di 73 anni. Per chi ha vissuto la vita politica reggiana a partire dagli anni Settanta del Novecento quella di Montecchi è una figura nota. Comunista libertario ha aderito giovanissimo alle idee anarchiche, partecipando alle attività di diverse organizzazioni anarchiche reggiane.A metà anni 70 ha dato vita alla Organizzazione comunista libertaria (Ocl), che troverà sede in viale Ramazzini 12, a Santa Croce, gli stessi locali in cui, nel 1978, nascerà Radio Tupac.Ha collaborato con alcune riviste del mondo sindacale e anarchico, intervenendo in particolare su temi economici e politici. Ricordiamo anche che ha gestito una pescheria di famiglia, ora scomparsa, sotto Broletto a Reggio Emilia. “Ho passato con Maurizio Montecchi – scrive Gino Caraffi in un post su Fb – i miei primi anni di attività politica tra il 1970 e il 1977. Erano i tempi del Gruppo comunista anarchico che aveva…
Monumento a Prampolini? Il sindaco non risponde
Almeno un sì o un no. Oppure un ci penseremo. Niente. Alla proposta di Ivanna Rossi e Mauro Del Bue di erigere nella piazza a lui intestata un monumento a Camillo Prampolini nessuna risposta è pervenuta dal Municipio. E son trascorsi quattro mesi. I due avevano anche ipotizzato un concorso di architetti per selezionare il progetto migliore e più adeguato ai nostri tempi. E avevano suggerito di trasferire la statua del Crostolo alla rinnovata Reggia di Rivalta, dove era ubicata originariamente. Una proposta organica e ben motivata per onorare al meglio il leader del socialismo riformista, cooperativo e cristiano che oggi dispone di un Busto al pari di quello di Cesare Campioli nel porticato del Comune. E con tutta la riconoscenza per Campioli, la differenza tra i due appare abissale. Niente, il sindaco a cui la lettera era stata indirizzata, non ha risposto. Il bel tacer non fu mai scritto?
Il Graffio. La Guerra in Ucraina e il silenzio della sinistra
E’ giusto condannare i crimini che il governo Netanyahu sta commettendo a Gaza, in Cisgiordania, in Libano e denunciare gli interventi pirateschi della marina israeliana nelle acque internazionali del Mediterraneo. Non è giusto invocare il grande Israele dal “Giordano al mare”. Una situazione complessa non può essere tagliata come fosse un nodo gordiano.Come mai tanto fervore non venga messo nel denunciare i crimini di Putin in Ucraina. Perché a Reggio Emilia, insignita della medaglia d’oro della Resistenza, Cgil, Anpi, Pd sinistra in generale, quando si sono mosse, raramente, hanno denunciato solo un generico “No alle guerre”? Se un’associazione di socialisti libertari ucraini “per la resistenza e la pace” qual è “Sinistra per l’Ucraina” combatte contro gli invasori russi, un significato lo avrà. sr
Il graffio. Se questo è un uomo: il giovane nudo e la corona di fiori bruciata
Leggiamo che è stato rintracciato dai carabinieri e denunciato l’uomo di 48 anni che qualche giorno fa, nel cimitero di Castellarano, ha dato alle fiamme una corona d’alloro deposta in omaggio ai caduti nelle guerre. Un atto vandalico certamente deprecabile.Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, nonché sindaco del comune ceramico, Giorgio Zanni, con l’immancabile profusione di post e reel dapprima in un video si è mostrato mentre ripuliva il monumento, poi ha fatto appello a tutta la comunità democratica perché reagisse con sdegno e riprovazione e alle forze dell’ordine affinché fosse individuato e punito al più presto il responsabile del gesto. Una volta scoperto, ovvero poche ore dopo, il primo cittadino si è complimentato con i carabinieri e la polizia municipale (che per altro dal 2018 si chiama locale): “La nostra comunità ha dato una risposta grande, forte ed emozionata”. Caso chiuso, tra emoticon di cuoricini e mani che…
Il graffio. Palestina dal fiume al mare
Un paio di centinaia di giovani si sono radunati di fronte al municipio per solidarizzare coi marinai della flotilla 2 che avviandosi verso Israele sono stati fermati dalle autorità israeliane. L’iniziativa è ad un tempo, per loro stessa ammissione, umanitaria e politica. Una ragazza al microfono l’ha addirittura definita un pretesto. Un pretesto per sensibilizzare il mondo sulle azioni, da loro definite terroristiche, di Israele. Fin qui poche obiezioni. Ma sono andati oltre. Innanzitutto hanno scandito il famigerato slogan “Palestina dal fiume fino al mare”, che significa eliminazione di Israele che tra il Giordano e le acque del mare è collocata in mezzo. D’altronde una ragazza ha dichiarato che il problema non è Netanyahu, ma ottant’anni di presenza di Israele in Palestina. E poi la misura del terrorismo. Terrorista è solo Israele e i suoi alleati. Addirittura terrorista è il governo Meloni ma anche la Farmacia municipale di piazza Prampolini,…
Il graffio. Il sindaco, il 25 aprile e il referendum sulla giustizia
Queste parole del sindaco di Reggio Emilia Massari (“Quest’anno celebriamo anche la vittoria del No al referendum sulla costituzione”) offendono la sensibilità antifascista come quella di tutti coloro che hanno votato Sì al referendum. L’intreccio tra 25 aprile e “No” al referendum costituzionale introduce una frattura in una festa nazionale che deve essere di tutti i democratici, di quelli che hanno votato Sì e di quelli che hanno votato No, come di quelli che hanno votato Sì al referendum sul taglio dei parlamentari e di quelli che hanno votato No. Massari deve imparare ancora l’arte della politica. Fino a due anni fa era medico dell’arcispedale. Ma coloro che gli hanno scritto il discorso o l’hanno voluto attirare in un tranello, stile quello dell’Albanese, o hanno voluto marcare il fatto che Massari, non a caso appoggiato dalla sinistra Pd, debba essere non il sindaco di tutti i reggiani, ma solo di…
L’Anpi e tuoni fra la via Emilia e West
L’Anpi e… tuoni si addensano fra la via Emilia e West. E non solo l’Anpi, ma pure il Codacons, l’Istituto Cervi, le comunità ebraiche e financo – come in un intrigo internazionale degno del miglior Hitchcock – il primo ministro della Gran Bretagna, il sindaco di Marsiglia e il ministro dell’Interno della Francia, la ministra della Cultura della Polonia, il commissario tedesco dell’antisemitismo e il presidente della squadra di calcio svizzera del Basilea che da ultimo (forse) ha sbarrato le porte del St. Jakob-Park a Kanye Omari West detto Ye, discusso e discutibile rapper statunitense. Tutti insieme politicamente nel sostenere che no, quel concerto non s’ha da fare. Ma che a Reggio Emilia – unica tappa europea insieme a Spagna, Portogallo e Turchia tra le tante annunciate e poi annullate o rinviate – ad oggi invece si farà. Sarà il 18 luglio alla Rcf Arena, all’indomani di un’altra star come…









Quelli di Ospizio non si arrendono: giù le mani dal Bosco urbano
C’è un “polmone verde urbano” a Reggio Emilia da tempo al centro di un contezioso ambientalista. È il cosiddetto “Bosco di Ospizio”, un’area verde spontanea di circa 4 ettari situata lungo la via Emilia in direzione Modena, un luogo che ospitava la casa di riposo per anziani (lo storico ex ospizio cittadino). Il destino del “Bosco” è stato riportato al centro dell’attenzione cittadina con una manifestazione, organizzata, alcuni giorni fa, dal “Collettivo spontanee per Bosco di Ospizio”, partita da piazza Prampolini e arrivata nell’area che sembra destinata a scomparire. Al civico 91, di via Emilia Ospizio, nell’ambito del Circuito Off di Fotografia europea 2026, il Collettivo ha allestito una mostra sul tema. L’area è al centro di un acceso dibattito pubblico a causa del progetto di riqualificazione urbanistica. Il “Bosco” è stato acquistato dal Conad Centro Nord e prevede la costruzione di un nuovo superstore; l’attivazione di servizi pubblici, quali…
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