Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Delitto in pizzeria. “Io l’Andrea l’ho in casa, succederà ancora se….”
“Quel che è successo accadrà ancora, se non si ripensa seriamente a mettere questi servizi in grado di monitorare i propri utenti”. E’ l’accorato grido d’allarme lanciato sui social, rispondendo al post di Alessandro Gandino, da A. L., parente di un’altra persona che – come Andrea Pellati (nella foto), il presunto assassino del pizzaiolo Raffaele Stipa – soffre di disturbi mentali.
“Grazie di cuore per ogni parola che hai scritto – scrive a Gandino la donna, che posta col proprio profilo con nome e cognome (ma che noi preferiamo omettere) – Io l’Andrea ce l’ho in casa, e ogni giorno constato l’ inadeguatezza dei C.S.M. e dei servizi sociali verso i malati mentali. Non ci sono operatori che vengono a domicilio, non ci sono psichiatri, psicologi e tecnici della riabilitazione psichica in numero adeguato e da inizio 2026 persino la distribuzione dei farmaci ( unico vero servizio dispensato a questi malati ) non è più a libero accesso ma ad orari ridotti e il mercoledì e il venerdì non vengono più erogati. Le famiglie sono in trincea e chi ha la sfortuna di non avere un familiare vicino va incontro a crolli e ad un disagio anche maggiore. Con questo non giustifico nulla e mi addolora che sia successo un fatto così tragico, ma non sarei sincera se non dicessi ciò che penso: quel che è successo accadrà ancora, se non si ripensa seriamente a mettere questi servizi in grado di monitorare i propri utenti”.
Parole toccanti, che confermano come il principale problema da affrontare sia un potenziamento dei servizi per i malati mentali e, probabilmente, una ‘rivisitazione’ della Legge Basaglia.