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Leggiamo che è stato rintracciato dai carabinieri e denunciato l’uomo di 48 anni che qualche giorno fa, nel cimitero di Castellarano, ha dato alle fiamme una corona d’alloro deposta in omaggio ai caduti nelle guerre. Un atto vandalico certamente deprecabile.Il presidente della Provincia di Reggio Emilia, nonché sindaco del comune ceramico, Giorgio Zanni, con l’immancabile profusione di post e reel dapprima in un video si è mostrato mentre ripuliva il monumento, poi ha fatto appello a tutta la comunità democratica perché reagisse con sdegno e riprovazione e alle forze dell’ordine affinché fosse individuato e punito al più presto il responsabile del gesto. Una volta scoperto, ovvero poche ore dopo, il primo cittadino si è complimentato con i carabinieri e la polizia municipale (che per altro dal 2018 si chiama locale): “La nostra comunità ha dato una risposta grande, forte ed emozionata”. Caso chiuso, tra emoticon di cuoricini e mani che…

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Il Primo Maggio non dovrebbe essere soltanto una data rossa sul calendario, né una ricorrenza da attraversare con qualche frase di circostanza. Dovrebbe essere un esame di coscienza collettivo. Perché il lavoro, quando manca, quando è povero, quando è instabile, quando non consente a una persona di progettare la propria vita, non è più solo un problema economico: diventa una ferita sociale, morale, perfino familiare. Lo vediamo ogni giorno, nelle città e nei paesi: nei bar aperti all’alba, nelle botteghe che resistono, nei magazzini, nelle case dove lavorano badanti e colf, nei cantieri, negli uffici, sulle biciclette dei rider, nelle stanze dei giovani che mandano curriculum e ricevono silenzi. L’economia vera non sta solo nei grafici o negli indici di fiducia. Sta nelle mani delle persone. Sta nella schiena di chi torna a casa stanco. Sta nello sguardo di un imprenditore che paga stipendi, affitti, bollette, contributi, tasse, fornitori, e…

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Un paio di centinaia di giovani si sono radunati di fronte al municipio per solidarizzare coi marinai della flotilla 2 che avviandosi verso Israele sono stati fermati dalle autorità israeliane. L’iniziativa è ad un tempo, per loro stessa ammissione, umanitaria e politica. Una ragazza al microfono l’ha addirittura definita un pretesto. Un pretesto per sensibilizzare il mondo sulle azioni, da loro definite terroristiche, di Israele. Fin qui poche obiezioni. Ma sono andati oltre. Innanzitutto hanno scandito il famigerato slogan “Palestina dal fiume fino al mare”, che significa eliminazione di Israele che tra il Giordano e le acque del mare è collocata in mezzo. D’altronde una ragazza ha dichiarato che il problema non è Netanyahu, ma ottant’anni di presenza di Israele in Palestina. E poi la misura del terrorismo. Terrorista è solo Israele e i suoi alleati. Addirittura terrorista è il governo Meloni ma anche la Farmacia municipale di piazza Prampolini,…

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Modena – Reggiana 2 a 1. Giornata doppiamente triste per la Reggiana: di fatto torna in C, dopo tre anni nella serie Cadetta, e la quasi certa retrocessione avviene nella giornata del derby con il Modena. Un derby già sbiadito in partenza, con i supporter granata banditi oltre il Secchia e gli stessi modenesi che per 15 minuti fanno lo sciopero del tifo. Allo stadio Braglia è sempre la squadra di casa ad avere il controllo della partita. Nel primo tempo un palo colpito da Portanova illude la Reggiana, ma poi è Zampano a portare avanti i gialli. Nella ripresa al 56′ raddoppia il Modena con Ambrosino e forse con qualche complicità del portiere della Reggiana Micai. Al 65′ di testa accorcia le distanze Lusuardi e 4 minuti dopo arriva il doppio giallo per Ambrosino, con i modenesi costretti in dieci per gli ultimi 20 minuti. Fiammate in avanti della…

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Un venticello poco gradevole ci ha sospinti nella serata dell’inaugurazione di “Fantasmi quotidiani”, 21esima edizione di Fotografia europea 2026, organizzata dal Comune di Reggio Emilia, in alcuni luoghi espositivi: dai Chiostri di San Pietro a via Roma, Circuito off, e a piazza Prampolini che, alle 21.30, ha ospitato il DJ set live di Fedde Le Grand, dove in effetti c’era più gente ma non il pienone. L’orario del nostro pellegrinaggio non era certo cool, ma i fantasmi, oltre che esposti, ci è parso di intravederli per le vie del centro storico cittadino, riflessi nelle vetrine dei negozi chiusi. In piazza del Pôpol Giôst la musica, il gruppo afro Hakuna Matata. Il DJ set live di Fedde Le Grand a sud della via Emilia, Hakuna Matata in quella nord. Una fotografia della città.

La Reggia di Villa Rivalta fu costruita agli inizi del Settecento come residenza dei duchi d’Este di Ferrara che la vollero come abitazione estiva ricalcando il modello ideale di Versailles. Il complesso era fatto originariamente a ferro di cavallo, quindi oggi si può ammirare solo un braccio dell’intero palazzo.Acquisita nel 2004 dal Comune di Reggio Emilia, è stata oggetto di diversi interventi di recupero e valorizzazione, fino alla completa restituzione alla città del Palazzo ducale e del Parco, grazie al finanziamento del ministero della Cultura nell’ambito dell’intervento “Ducato Estense”.

Un ragazzino di 11 anni, anzi ci correggiamo, un bambino, stava andando a scuola, quando davanti a lui si sono parati due soggetti uno sputo più grandi di lui, un nordafricano e un asiatico, che gli hanno chiesto dei soldi (chissà mai quanti ne potesse avere). E, difatti, siccome era al verde, i due lo hanno prima insultato e poi gettato a terra per prenderlo a cazzotti nello stomaco. Tutto questo è accaduto alle 8 della mattina in via Samarotto, laterale di via Emilia San Pietro, nel cuore del centro storico. Il ragazzino picchiato ha comunque raggiunto la scuola, da quelle parti c’è la sede della Leonardo da Vinci. I professori, vedendo l’11enne comprensibilmente scosso, hanno avvisato i suoi genitori. Sull’episodio ora indaga la polizia, e non è escluso che gli aggressori frequentino la stessa scuola. Reggio centro storico. Tu chiamale, se vuoi, percezioni… di insicurezza

Scorrere i titoli delle testate rivoluzionarie esposte nella mostra “Le riviste della contestazione, 1966-1976” (10-19 aprile scorso), organizzata allo SpazioQuarantanove, in via Roma 49 a Reggio Emilia, dall’avvocato Federico Bertani e curata da Gianandrea Ferrari, ci fa tuffare in un’Italia che oggi non esiste più. Un’Italia di contestazioni operaie e studentesche, in cerca di un futuro migliore che da una parte ha riformato sia legislativamente sia socialmente un Paese ancora conservatore, mentre dall’altro ha aperto una stagione sanguinosa, contrassegnata dallo stragismo nero e poi dal terrorismo rosso. Un pezzo di storia repubblicana.

Il 2 maggio 1922 nacque nel popolare quartiere di Santa Croce (del Popol Giost) a Reggio Emilia l’attore e cantante Sergio, poi Serge, Reggiani. Per sfuggire alle persecuzioni fasciste, la famiglia fu costretta a emigrare nel 1930 in Francia. Il padre Ferruccio era infatti un parrucchiere socialista che non temeva di manifestare apertamente le sue idee antifasciste. A Parigi Ferruccio continuò a svolgere lo stesso lavoro, mantenendosi in contatto con gli ambienti antifascisti. Fin da ragazzo Serge manifestò grandi doti interpretative e un profondo amore per il teatro e il cinema. Già nel 1937 si iscrisse al conservatorio delle arti drammatiche per debuttare, seppur in ruoli secondari, nel cinema nel 1942. Terminata la seconda guerra mondiale, che lo vide fuggire da Parigi e nascondersi in diverse località della Francia per non essere arrestato dagli occupanti tedeschi ed essere rimpatriato, ottenne nel 1948 la cittadinanza francese. Amico di Yves Montand e…

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E’ la prima volta nella storia dei derby. Il pubblico reggiano non potrà recarsi a Modena. Non è accaduto mai. E non accade in nessun altro paese, visto che solo in Italia ci sono i biglietti nominativi, con indirizzo e residenza e dove per entrare devi esibire biglietto e carta di identità. Ma non basta. E’ la prima volta che una condanna, tre mesi di divieto alle trasferte per la tifoseria granata, non è espiata dopo tre mesi, ma si protrae per il derby. Sarebbe come se un cittadino, dopo tre mesi di galera per un reato commesso, venisse richiamato in carcere per lo stesso reato. Ma la giustizia ordinaria e la giustizia sportiva quando si accavallano possono produrre mostri giuridici.Come il divieto ai napoletani di seguire la loro squadra di basket a Reggio nella gara con la Unahotels che si disputerà domenica. Un’autentica scemenza, giacché da Napoli ne sarebbero…

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