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L’aiuto dall’alto tanto auspicato è finalmente piovuto. Il prefetto di Reggio Emilia, Salvatore Angieri, ha tolto le castagne dal fuoco a CVolo, Rcf Arena – e indirettamente al Comune – vietando i concerti di Kanye West e Travis Scott, che rappresentavano il piatto forte del fu Hellwatt Festival, ora Pulse of Gaia Festival. La decisione è stata presa adottando un provvedimento ai sensi dell’art. 2 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) “sulla base delle valutazioni emerse nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e degli ulteriori approfondimenti istruttori relativi agli aspetti di safety e security”. Comitato che si è riunito lunedì scorso, 25 maggio, ma di cui la Prefettura ha dato inspiegabilmente notizia solamente stasera, venerdì 29. Contro il provvedimento del prefetto è teoricamente possibile un ricorso da parte di chi ha interesse al Ministero dell’Interno, visto che la Corte costituzionale, con sentenza…

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Il concerto del rapper Kanye West alla Rcf Arena al Campovolo di Reggio Emilia resta fissato per il 18 luglio prossimo. Ma sul fatto che Ye, il quale più volte ha dichiarato simpatie naziste, mostrato svastiche e rivelato pensieri incommentabili, arrivi effettivamente in città ci sono ancora molti dubbi. E anche molti nodi da sciogliere. La giunta di Reggio, a cui gli organizzatori del concerto evidentemente non troppo sensibili ai valori della città Medaglia d’oro della resistenza, hanno lanciato una bella palla avvelenata, dopo avere preso le distanze dal bagaglio culturale del cantante, si sono avvalsi della facoltà di temporeggiare, dicendo di aspettare una decisione del governo. Il ruolo dell’abate Faria (colui che nel Conte di Montecristo tenta invano di scavare un tunnel che finalmente lo liberi da una prolungata prigionia) è impersonificato dal leader di Azione Carlo Calenda, che nei giorni scorsi ha depositato un’interrogazione parlamentare, rivolta al ministro…

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Rinviare Travis Scott al prossimo anno; sperare che il Governo – sollecitato anche dal Consiglio comunale sull’inedito asse Pd e alleati-Lista civica Tarquini – accolga la richiesta di Calenda e vieti l’ingresso nel nostro Paese a Kanye West per le sue dichiarazioni e le sue magliette filonaziste così come avvenuto in Gran Bretagna; limitarsi all’Iren Green Park (o boulevard, o vialone per dirla alla reggiana) per gli eventi cosiddetti minori, ma con artisti comunque di calibro internazionale (Swedish House Mafia, Clean Bandit, Rita Ora, Ozuna, il nostro Benny Benassi). E’ questa l’exit strategy a cui si sta lavorando in CVolo per salvare il salvabile dal fu Hellwatt Festival, la megaproduzione estiva finita – di nome, ma non ancora di fatto – con il brusco interrompersi del rapporto con Victor Yari Milani. Una sorta di missione disperata alla salvate il soldato Ryan affidata a Vittorio Dellacasa nei panni di mister Wolf.…

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Ci siamo stancati del buonismo di maniera, di quella retorica stanca secondo cui ogni richiesta di sicurezza sarebbe autoritarismo, ogni divisa sarebbe sospetta, ogni intervento deciso delle forze dell’ordine dovrebbe essere accompagnato da mille distinguo, mille cautele, mille paure politiche. La verità è molto più semplice e molto più dura: in troppe città italiane, e anche nel cuore di Reggio Emilia, la libertà non l’hanno persa i delinquenti. L’abbiamo persa noi. L’ha persa il cittadino che non esce più tranquillo la sera. L’ha persa il commerciante che abbassa la saracinesca con l’ansia. L’ha persa l’anziano che evita certe strade. L’ha persa la donna che cambia marciapiede. L’ha persa chi paga le tasse, rispetta le regole, lavora, vive civilmente e poi si sente ospite impaurito nella propria città. E qui va detto chiaro: la percezione di insicurezza non esiste. La sicurezza c’è o non c’è, punto. È molto semplice. Se prendi…

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Qual è la vera Reggio? Quella principesca degli asili più belli del mondo iniziati da Luigi Roversi e poi specializzati da Loris Malaguzzi dal 1945 in poi, o quella dei concerti di Kanye West che ha esposto simboli nazisti?E’ la città che rifiuta una sede a Casa Pound o quella che accoglie con tutti gli onori chi fa propaganda nazista ed é stato bandito da altri Paesi europei. E’ quella che ancora si vanta della relativa tranquillità (per la verità neanche tanta) nell’esagono storico o quella che invita Travis Scott che ha portato risse e feriti nell’ultimo concerto? Il punto di fondo è che città vogliamo diventare. Costruire un’arena da centomila posti al Campovolo, scoperta, e con una programmazione limitata a soli tre mesi porta a un duplice rischio. Rischio di ordine pubblico, perché pochi complessi mondiali possono richiamare qui in città migliaia di persone e non tutte portano un’atmosfera…

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Alfredo Gennari (Impegno per Canossa), dopo essere già stato sindaco del comune matildico dal 1995 al 2004 con il centrosinistra, questa volta batte il suo ex schieramento e torna sullo scranno del primo cittadino. Gennari – che fu anche assessore provinciale a Palazzo Allende con i Socialisti italiani di Boselli durante la presidenza Masini e poi capogruppo dell’opposizione a Canossa – ha ottenuto ben 1.239 voti (62,04%), conquistando otto consiglieri. Staccato nettamente Giuliano Ciarlini – membro della direzione provinciale ed ex segretario del Partito democratico – che con la lista Uniti per Canossa si è fermato a 758 voti (37,96%) con tre consiglieri. Sui social, il presidente provinciale e consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona, ha rivendicato il successo di Gennari: “Abbiamo messo in piedi un progetto serio, lavorando lontano dai riflettori, che univa esperienze di centrodestra, civiche e chiunque credesse ci fosse bisogno di aria fresca e discontinuità…

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Reggio Emilia è una città bella, antica, colta, piena di potenzialità. Ma da anni sembra vittima di un equivoco urbanistico e politico: credere che rifare uno spazio significhi automaticamente restituirgli vita. Non è così. Una piazza nuova può restare vuota. Un chiostro restaurato può restare freddo. Una strada ripavimentata può continuare ad avere vetrine spente. Una città può spendere, inaugurare, tagliare nastri, produrre rendering, comunicati e fotografie ufficiali, ma se poi le persone non si fermano, non comprano, non abitano, non passeggiano, non tornano, quella non è rigenerazione: è scenografia. Il problema di Reggio Emilia è esattamente questo: troppe riqualificazioni senza economia, troppi luoghi rifatti senza una vera funzione urbana, troppi spazi sistemati dal punto di vista estetico ma incapaci di generare commercio, relazioni, permanenza, comunità. Il centro storico non muore perché mancano le pietre nuove. Muore perché mancano le ragioni per andarci. Muore quando i negozi chiudono, quando gli…

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Marco Scarpati, classe 1960, noto avvocato reggiano, da sempre conosciuto per il suo impegno civile e politico, è diventato un radicale quando aveva ancora i pantaloni corti, a 15 anni. I tempi in cui da studente frequentava i banchi del Bus Pascal, già con qualche sortita a Roma, richiamato da un telegramma del Partito. E proprio li, nella capitale, maturò nel corso degli anni a venire il credo radicale e coltivò la solida amicizia che lo legherà per tutta la vita a Marco Pannella e Adele Faccio. Avvocato Marco Scarpati, è noto il suo impegno nella vita civile e politica reggiana e non solo. Lei è da sempre un radicale. Dieci anni fa moriva Marco Pannella, figura centrale della Repubblica, suo leader, ma anche suo amico. Sono diventato radicale a 15 anni e a 16 ero già il referente locale. Mi arrivavano le convocazioni a Roma dal Partito, quando avevo…

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Intendiamoci bene. Questo condannare senza sospendere assomiglia molto al né aderire né sabotare della Prima guerra mondiale, perché un non aderire è un po’ anche un sabotare e non sabotare è anche un po’ un aderire. La giunta di Reggio ha certo preso le distanze politicamente da Kanye West, filo nazista, ma non ha chiesto all’Arena, dove uno dei soci è la Coopservice, di non svolgere il concerto.Anzi, qualcuno si è rivolto al governo accusandolo di non averlo fatto, alla Ponzio Pilato. Ma può un Comune decidere di non far svolgere un concerto a un artista, se lo vuole? Accidenti se può. Basterebbe minacciare di non inviare la polizia municipale e di non garantire i servizi e il questore sarebbe obbligato per motivi di sicurezza a sospendere l’evento. Non si arriverà a questo per un motivo semplice. L’Arena è in sofferenza economica e l’annata scorsa è stata un disastro con…

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Ci siamo mossi nella rete delle associazioni di accoglienza reggiane per capire come funziona l’arrivo e la gestione dei minori stranieri non accompagnati. Da dove vengono? Quale viaggio devono affrontare? Come vengono accolti? A volte si tratta di ragazzini che hanno meno di 16 anni e si trovano da soli in realtà a loro sconosciute. Vi raccontiamo qui la road map del viaggio della speranza che i giovanissimi devono affrontare. Qui sotto la seconda puntata, la prima è alla fine dell’articolo. Come funziona l’accoglienza. Comunità e appartamenti in semiautonomia Nel sistema di accoglienza si lavora per rendere il ragazzo “regolare”, inserito nel territorio e quindi autonomo. Negli appartamenti il numero dei ragazzi è limitato per consentire una maggiore relazione tra l’educatore e il gruppo di minori. La costruzione di percorsi di semiautonomia hanno un grande valore educativo, permettendo di abbattere i costi e mantenere un buon livello di integrazione. Il…

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