SpazioReggio

Sul pesante flop della mancata stagione di concerti al Campovolo ho letto molto sulla stampa, ho ascoltato tutte le Commissioni comunali che si sono svolte e buona parte della conferenza stampa del manager Milani, ingaggiato e presentato in pompa magna prima e poi scaricato dopo pochi mesi.La sensazione finale da cittadino è che quanto è successo sia la naturale conclusione di una operazione troppo ambiziosa per Reggio, per il nostro Comune e per una piccola società di gestione (C.Volo) che ha un solo dipendente. Avere la velleità di entrare nello show business mondiale (con eventi da 100.000 spettatori…) senza una esperienza, una squadra, una tradizione e una managerialità specifica, vuol dire fare il passo più lungo della gamba. Andando incontro a una pessima figura, come città del Tricolore.Anche poi facendolo senza avere alle spalle una struttura ricettiva territoriale e turistica adeguata e pronta a sfruttare le grandi opportunità economiche connesse…

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Questa è una pagina di cronaca nera in tinte padane. E’ la storia di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio.Nel racconto l’orrore diventa paradosso. La carne umana, prima smembrata e poi ribollita plasma profumati e delicati saponi per la pelle. La farina di ossa, mescolata coi coaguli di sangue, assume le forme di invitanti biscotti e pasticcini da offrire alle amiche per il tè del pomeriggio. Il macabro rituale si consuma nella cornice di un antico palazzo di via Cavour, nel centro di Correggio, dove donne sedute sui sofà di un salotto accogliente si perdono in chiacchiere e predizioni di carte ascoltando verità da fattucchiera. Leonarda Cianciulli, classe 1894, nacque a Montella, in provincia di Avellino, nell’antica Irpinia. Ultima di sei figli è l’angoscia della madre che la visse come il frutto di violenza. La donna che farà tremare Correggio da bimba non conobbe affetto. I soli amici che ebbe…

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Da Gualtieri a desaparecido, la tragica fine del presunto figlio di Mussolini, seconda parte. In fondo all’articolo il link alla prima puntata. (…) A quanto si sa, anche per ammissione dello stesso Mussolini, i due si piacquero subito e iniziarono a frequentarsi già agli inizi di marzo. Nonostante le precauzioni che adottarono per non essere sorpresi, la loro quotidiana relazione divenne ben presto di pubblico dominio e, inevitabilmente giunse all’orecchio del marito Filiberto Vinzani di stanza a Sulmona. Tutti in paese sapevano di loro e i commenti si sprecavano. Ferito nell’orgoglio e deluso dalla donna che credeva innamorata di lui, Filiberto invitò i genitori a cacciarla da casa senza pietà. E così avvenne. Non avendo altra via d’uscita e essendo molto attratta dal suo giovane focoso maestro, Giulia si ritirò con il figlio Ippolito in una piccola camera al n. 9 di vicolo Massa, dove continuò a ricevere il suo…

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“Da una guerra civile- come ha affermato lo storico Gianni Oliva in un suo fortunato libro- non si esce con la semplice resa degli sconfitti”, specie quando ci sono conti aperti che si riferiscono al periodo precedente appena terminato. Questo è quanto accadde nei mesi successivi la fine della seconda guerra mondiale.La giustizia sommaria esercitata da singoli uomini o da gruppi di ex combattenti che agirono autonomamente, ignorando le disposizioni del CLNAI (Comitato Liberazione nazionale alta Italia), insanguinò per alcuni mesi le strade e le campagne di molte città del Nord d’Italia, specie di quelle del cosiddetto “Triangolo della Morte”. Migliaia furono le vittime di quell’odio e di quella cecità ideologica, che pretendeva l’immediata edificazione della società socialista. Chiunque fosse stato semplicemente sospettato d’aver avuto simpatie con il fascismo poteva sparire da un momento all’altro. Ma il furore rivoluzionario di quei giorni portò anche alla resa dei conti dentro il…

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Addio Francesco, ultimo ad andartene dei miti della mia generazione. Dopo De Andrè, dopo Battisti, dopo Lauzi, dopo Gaber, dopo Dalla e dopo Jannacci. Molto tempo dopo Luigi Tenco. Poco tempo dopo Gino Paoli. Ora siete tutti insieme e forse un grande concerto, con Bindi al pianoforte, ce lo potete promettere quando vi avremo raggiunto. Te ne sei andato in silenzio nella tua Pavana. Hai diffuso poesie e accordi con la chitarra come Fabrizio. Molto simili i due per gli accenti sublimi dei ricordi e dei racconti. E anche nella semplicità delle note di accompagnamento. Molto diversi, più terragno, estroverso, bettoliere e bevitore Francesco, mentre Fabrizio era introverso e narratore di favole sublimi, cantore medioevale. Tutti e due di scuola francese influenzati da George Brassens. Entrambi hanno segnato la mia generazione. Entrambi sono stati pezzi della mia vita. Auschwitz e Dio è morto sono nati da Francesco ma prima di…

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Nel ’45 ci voleva ben altro che il decreto Bonomi per realizzare una rivoluzione dei costumi prima ancora che politica. Il primo febbraio di quell’anno, per iniziativa diretta di De Gasperi e Togliatti, entrambi ministri del governo di unità nazionale, era stato infatti riconosciuto il diritto delle donne all’elettorato attivo. Ma a settembre ’46 Maria Arbizzoni, della sezione di S. Croce, interviene alla conferenza provinciale di organizzazione del Pci (Partito comunista italiano), presente Togliatti, per denunciare che tanti compagni non permettono alle loro mogli sorelle figlie di uscire per partecipare alle riunioni del partito o dell’Udi (Unione donne italiane). In molte zone delle campagne emiliane, le donne dovevano ancora guadagnarsi il diritto basilare di sedere a tavola con gli uomini di casa. La tendenza era di far passare l’estensione del diritto di voto in una zona franca di riconoscimenti morali, e non come la risultante di quella attività capillare e…

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“E’ impossibile”. Lo dicevano tutti, persino i reggiani meno scettici. Ma quella che alle orecchie dei più era suonata come una cosa da non poterci neanche credere, l’incredibile fino a rasentare la bufala, oggi fa parte della storia musicale di Reggio Emilia e anche mondiale.Era il 20 settembre del 1997 di 29 anni fa, quando, nel cuore dell’Emilia, atterrarono da un elicottero della polizia gli U2.Il celebre PopMart Tour, acclamato in tutto il globo, fece solo due tappe in Italia: Reggio Emilia e Roma. Così, una delle band rock più famose e longeve della storia della musica, formatasi a Dublino nel 1976: Bono (voce), The Edge (chitarra), Adam Clayton (basso) e Larry Mullen Jr. (batteria), da un palco stellare e futuribile, diede vita a 2 ore e 40 di uno storico live per 150mila fans appostati per ore sull’erba falciata del Campovolo.Quel 20 settembre era una giornata calda alle porte…

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Un grande successo per la “Partita del cuore Soul Edition” giocata ieri sera (giovedì 6 agosto) sul manto erboso dello stadio Lunezia di Pontremoli, dove il Lunisiana Soul Football Club ha affrontato la Nazionale Italiana Cantanti. L’iniziativa è promossa dal cantautore Zucchero Fornaciari, residente da circa trent’anni nella cittadina della provincia di Massa Carrara. La selezione del Lunisiana Soul Football Club ha visto la partecipazione di ex atleti professionisti come Gianluigi Buffon, Antonio Di Natale e Andrea Barzagli, assieme ad altri calciatori dalle società dilettantistiche locali. Tra i convocati anche un reggiano, il noto avvocato penalista di fama nazionale, Liborio Cataliotti, attualmente legale di Andrea Sempio nel caso di Chiara Poggi, l’omicidio di Garlasco.I fondi raccolti nel corso della serata sono stati interamente devoluti a realtà del territorio impegnate nel sociale: l’associazione Aldi, che offre supporto alle persone con disabilità, e la Fondazione Il domani dell’autismo.

La notizia me la da Erio al circolo: “E’ morto Guccini”.Entro in casa e guardo mia moglie “Mi sento come se fosse morto un mio amico”.Non ricordo l’anno, forse il 1978 e grazie a don Fabrizio che a 14 anni ci portò dai gradini della parrocchia di Ospizio al Parco Fola, festa dell’Unità lo vidi in concerto e mi piacque tanto.Era ancora il Guccini solo con chitarra e bottiglione. Poi non era il mio genere. Noi “stronzetti” di quegli anni schifavamo i cantautori…c’era il punk. Però da li imparai una cosa. Non era un musicista.Era, come mi ha detto giustamente Erio, un letterato. D’altronde uno che nel 1972, scrive un testo come “Incontro” roba che manco a 60 la puoi fare con un tale profondità, sei di un’altra categoria. “Siamo qualcosa che non resta frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno”. Anni, tanti anni dopo, nel 1996…

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Oggi dell’Arena al Campovolo non si parla con piacere. Anzi, è un argomento da scansare, fastidioso. Una struttura costata 15 milioni di euro e che allo stato attuale non serve a nessuno: 103mila posti vuoti che fanno rumore, dopo un’intera stagione cancellata e un solo concerto previsto per tutto il 2027. Una triste figura, un brutto biglietto da visita.In più, se la musica all’Arena è finita ancor prima di iniziare, nella politica reggiana invece continua a rimbalzare l’eco delle polemiche, senza esclusione di colpi, in caccia dei responsabili del fiasco.Vicende, queste, che non appassionano di certo gli amanti della musica, che sono già da tempo rassegnati ad andare in altre città per assistere a un concerto. Sono disillusi, non credono più alle favole. Però, come cantava Cenerentola: “I sogni son desideri di felicità…”.E che bei sogni erano stati: il concerto degli U2, 150mila persone al Campovolo. Poi il pienone per…

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