Comitato Ospizio al Comune: “Del bosco parliamone adesso, o finisce come a Baragalla”
Scrive in un comunicato il Comitato Bosco Ospizio in replica al Comune: “Oggi, nono giorno di presidio permanente – notti incluse – leggiamo le dichiarazioni del vicesindaco de Franco: non un contributo alla vertenza, ma una difesa molto lunga del progetto, costruita quasi al fine di non far giungere nessuno alla fine del testo. A far leggere solo i titoli dei giornali che lo riportano come supposta mediazione e tentativo di dialogo rispetto a quella che viene definita una “occasione sbagliata per una battaglia di principio”, sminuendo così una situazione storica di partecipazione per la città che di questa partecipazione si fa vanto.L’intervento di de Franco è una ricostruzione giustificativa di un iter in cui la pubblica amministrazione demanda al soggetto privato, Conad, l’edificazione di supposti servizi alla comunità a margine dell’ennesimo ipermercato, e riesce poi a ignorare i tentativi partecipativi legittimi di quella stessa comunità: la nostra mozione popolare,…
Scuola. Stranieri, tetto del 30%. Cisl: per far tornare i conti si spostano gli alunni
Per l’anno scolastico 2026-27 nelle singole classi alunni e studenti con cittadinanza non italiana non dovrebbero superare, di norma, il 30% degli iscritti. Questa è la direttiva rilanciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, una norma, non nuova, che prevede la ridistribuzione degli alunni in altre classi o istituti nel caso venisse superata tale soglia. Le deroghe devono essere motivate. L’obiettivo del ministro è evitare che una concentrazione di alunni con cittadinanza non italiana possa essere d’ostacolo all’integrazione. Ma è proprio così? Vediamo i dati relativi a Reggio Emilia per l’anno scolastico 2024/25 forniti dalla Cisl sulle deroghe riguardo la norma del 30%. Nel 2024.25 erano in deroga 623 sezioni e classi statali su 2.951: il 21,1%, più di una su cinque, contro il 18,3% dell’anno precedente. Un trend in costante crescita. All’infanzia erano il 37,5%, alla primaria il 28,5%, alle medie il 20,2%, alle superiori l’11,4%. I…
Al bosco di Ospizio le prove passive di resistenza. “Il Comune fermi le ruspe”
Continua il presidio del bosco urbano di Ospizio fino al 31 di aosto. I manifestanti sono accampati nella zona verde dal 3 del mese.Alessia Busani, portavoce dell’assemblea dei cittadini, ha ribadito la posizione di chi si oppone al progetto di riqualificazione dell’area da parte dell’amministrazione comunale. Spiega Alessia Busani replicando allo scritto del vicesindaco Lanfranfo De Franco: “Quella del Comune non è stata una risposta, ma una è una semplice difesa del progetto che non ci saremmo aspettati”. E continua: “Per noi il futuro è adesso, se vogliono confrontarsi devono venire qui. Fino al 31 agosto saremo a presidiare il territorio. Se il Comune vuole parlare con noi, prima fermi le ruspe”. Nel frattempo allo Ospizio i manifestanti fanno prove di resistenza passiva nel caso in futuro ci sia un problema di sgombero.
Bosco Ospizio, De Franco: riqualificazione giusta, battaglia di principio sbagliata
Il vicesindaco del Comune di Reggio Emilia, Lanfranco De Franco, è intervenuto sulla questione del Pru di Ospizio. Da giorni, un gruppo di manifestanti a difesa del bosco urbano, vivono nell’area verde con l’intento di fermare le ruspe pronte alla spianata per iniziare i lavori. Il vicesindaco ha affidato la sua riflessione sugli ambientalista e la riqualificazione del quartiere alle sue pagine social. Questa la posizione del Comune. “La vicenda della realizzazione del programma di riqualificazione urbana di Ospizio riporta al centro del dibattito in questi giorni di caldo torrido il conflitto tra ambiente e città. Non possiamo che concordare con molte dichiarazioni di principio espresse da chi oggi, con grande passione, sta manifestando per impedire l’avvio dei lavori: conosciamo diversi di loro e hanno la nostra stima per i valori che perseguono. Troviamo però che questa sia l’occasione sbagliata per una battaglia di principio e cerchiamo di spiegare il…
Bosco Ospizio, presidio che interroga Reggio: tra cemento e biodiversità
Davanti alle ruspe cittadini di ogni età difendono 45mila metri quadrati di verde spontaneo. Il Comune sostiene il progetto di riqualificazione, ma la città chiede una pausa e un confronto vero. Alle sei e mezza del mattino del 3 agosto, mentre gran parte di Reggio Emilia era ancora immersa nel silenzio, davanti al Bosco Ospizio c’erano già decine di persone. Non erano arrivate per una cerimonia o per una manifestazione simbolica. Erano lì per impedire alle ruspe di entrare nell’area e dare inizio ai lavori. Il presidio, promosso dall’Assemblea permanente Bosco Ospizio, è proseguito giorno e notte. Lunedì e martedì i cittadini, sedendosi pacificamente davanti agli accessi, hanno bloccato i mezzi. Successivamente ruspe e trattori non si sono più presentati, ma gli attivisti sono rimasti sul posto. La sera si riuniscono nel vicino parco Campo di Marte 2 e alcuni dormono nelle tende. Il presidio dovrebbe continuare almeno fino al…
Anche nel ‘modello Emilia’ avanza la solitudine dei cittadini
Ogni giorno anche a Reggio aumentano gli episodi di violenza e criminalità e le truffe ai danni anche di donne e di persone anziane.Il tutto accompagnato dal crollo generalizzato del livello di ordine, pulizia e decoro che ci ha sempre caratterizzato.Un senso prima di disagio e di insicurezza che si trasforma sempre più ora in paura, in disgusto.Il cittadino avverte una sensazione di solitudine civile, pubblica, che magari si va a sommare per molti con quella personale, già molto triste. Il fenomeno è certo generalizzato ma ora colpisce molto anche l’Emilia che da sempre ha rappresentato un modello sociale esemplare di accoglienza, solidarietà e comunità.Il frutto di un lungo percorso di lotte, di lavoro, di studio, di progresso sociale a cui tante generazioni hanno lavorato con impegno e onestà.Io ho passato quasi tutta la mia vita professionale a promuovere il modello reggiano di laboriosità, socialità, ordine estetico e qualità della…
La politica discute, il centro muore
C’è qualcosa di straordinariamente prevedibile nella politica reggiana: prima un problema viene denunciato, raccontato, fotografato e vissuto per mesi – qualche volta per anni – dai cittadini. Poi l’amministrazione presenta il proprio progetto, magari infarcendolo di parole nuove, finanziamenti, hub, riqualificazioni e promesse. Infine, quando ormai il dibattito è partito e le decisioni sono sul tavolo, ecco comparire l’opposizione. Puntuale. Ma puntuale nel ritardo.L’altrio giorno asbbiamo letto sulla Gazzetta di Reggio la richiesta di «interventi immediati sul centro perché sia sicuro e accessibile». Forza Italia e Reggio Civica contestano l’amministrazione sul progetto dell’hub urbano e chiedono revisione degli accessi alla Ztl, parcheggi, maggiore illuminazione pubblica, un presidio stabile delle vie e dei quartieri, una programmazione seria di eventi e iniziative.Tutto giusto. Talmente giusto che viene spontanea una domanda: ma dov’eravate prima? Perché i problemi del centro storico di Reggio Emilia non sono comparsi ieri mattina. Non è servita una particolare…
A difesa del bosco di Ospizio la lotta continua: “Presidio per tutto agosto”
Nel parcheggio del bosco di via Emilia Ospizio ci sono anche alcuni camper.Il presidio a difesa del polmone verde contro le ruspe pronte a tirare la spianata per costruire un nuovo super mercato Conad (in accordo con la pubblica amministrazione per un piano che prevede anche un piano di rigenerazione della zona), durerà almeno sino al 17 agosto, ma gli attivisti lo vogliono prolungare sino alla fine del mese. Ce lo dice Alessia Busani, portavoce del movimento, che ha già chiesto di prolungare i permessi. Dunque la difesa del bosco urbano si allarga: “Ogni giorno qui – spiega la portavoce – ci sono almeno 50 persone che vigilano sul bosco. E invitiamo chiunque lo voglia fare a venirci a trovare”.
Reggio, una città in cui la vita non è a buon mercato
Il caro vita non abita più soltanto sugli scaffali dei supermercati. Entra nelle bollette, nelle tasse locali, nei servizi e nelle spese quotidiane. E alla fine del mese il conto arriva sempre alla stessa persona: il cittadino.A Reggio Emilia parlare oggi di costo della vita significa mettere insieme tanti pezzi che, presi singolarmente, possono sembrare sopportabili, ma sommati diventano un macigno per famiglie, pensionati, lavoratori e piccoli commercianti. C’è innanzitutto la spesa alimentare. Basta entrare in un supermercato con cinquanta euro in tasca per rendersi conto di quanto sia cambiato il valore reale del denaro. Pasta, pane, carne, pesce, frutta, verdura, latte, formaggi, olio, prodotti per la casa: riempire il carrello senza guardare continuamente il prezzo è diventato per molti un lusso. Non servono sofisticate analisi economiche per comprenderlo. Basta osservare le persone davanti agli scaffali. Si confrontano i prezzi, si cercano le offerte, si cambiano marche, si rinuncia a…









Monopattini: 193 multe in 2 mesi. Ma sotto i portici il Far West continua
I numeri fanno notizia, ma non raccontano tutta la realtà. Quante sanzioni saranno davvero pagate? E perché nelle zone più frequentate del centro la presenza dei vigili continua a essere così poco visibile?Centonovantatré multe in due mesi per le violazioni commesse da chi utilizza i monopattini elettrici. Il dato può apparire importante e potrebbe persino essere presentato come la dimostrazione di un’intensa attività di controllo. Ma siamo sinceri e onesti: che a Reggio Emilia molti monopattini circolino senza rispettare le regole non è affatto una novità. Lo sanno tutti, soprattutto coloro che ogni giorno attraversano il centro storico. Basta fare una passeggiata sotto i portici per rendersi conto della situazione. Monopattini che arrivano all’improvviso, spesso a velocità sostenuta, guidati da persone senza casco e talvolta con un passeggero a bordo. Mezzi che fanno lo slalom tra anziani, bambini, famiglie e persone con difficoltà motorie, come se i portici fossero diventati…
Leggi tutto